21. dic, 2020

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21 dicembre 2020

CHI SALE E CHI SCENDE

Siamo giunti alla fine dell’anno e si comincia a tirare le somme. Senza aspettare le statistiche che ci daranno i risultati ufficiali, alcuni dati sono evidentissimi.

L’epidemia

In Occidente stiamo tutti attraversando una seconda ondata, se possibile più diffusa, più dura e più mortale della prima. Uno dopo l’altro i vari Paesi europei e il Nord America sono stati costretti ad alzare rapidamente le vecchie barriere ad ogni movimento per evitare di trovarci in gennaio di fronte ad una situazione ingestibile. Nel terzo e quarto mondo il Covid continua a procedere indisturbato senza grandi picchi positivi o negativi. Purtroppo nell’immensità di quei Paesi una quantità considerevole di morti sfuggirà ad ogni censimento. In tutta l’Asia sud Orientale la situazione è opposta. In Cina la chiusura feroce e senza eccezione alcuna ha fatto scomparire il virus. Il tracciamento accuratissimo e con reazioni immediate spegne immediatamente ogni microscopico focolaio. La vita è tornata normale, a parte un rigorosissimo controllo alle frontiere. Lo stesso si può affermare in tutti gli altri Paesi di quella parte del mondo. Essi hanno regimi politici nettamente diversi uno dall’altro, storie, filosofie e modi di vita altrettanto diversi. Un solo elemento secondo me li unifica e forse spiega cosa stia succedendo nel mondo: in Occidente un individualismo esasperato e un’ altrettanto erronea idea della libertà impediscono qualsiasi misura realmente efficace. Il cosiddetto “lock-down assoluto” della primavera scorsa, che tale non era per le numerosissime eccezioni e la mancanza di reali controlli, era stato capace di schiacciare il virus, ma non di distruggerlo. Che cosa è successo? Al minimo accenno di riapertura esso è riesploso in maniera ancora più violenta e diffusa di prima. Di questo dobbiamo ringraziare quella minoranza di incoscienti le cui fotografie sono comparse questa estate sui giornali. Sarebbero bastate poche, semplici precauzioni: distanziamento, mascherina e pulizia delle mani, ma era una limitazione troppo grande della cosiddetta libertà!

L’economia

Tutte le economie occidentali, è evidente, sono in profondo rosso e il peggio deve ancora venire. Tutti gli errori strutturali, le manchevolezze e le fragilità dovute alla politica dei decenni passati presentano il conto. Negli USA la stessa democrazia sta scricchiolando e tutti i grandi giornali scrivono che la nuova Presidenza e il nuovo Parlamento dovranno introdurre modifiche significative. Noi in Italia stiamo accumulando in piena allegria (è purtroppo inevitabile) una quantità incredibile di debiti che, sommati a quelli pregressi, mettono seriamente in pericolo la possibilità di affrontare i prossimi anni senza dover mettere mano a provvedimenti durissimi che ci impoveriranno tutti, mi auguro in maniera equa. Ciò potrebbe portare a gravi problemi sociali. Le uniche Borse positive rispetto a un anno fa sono New York e Francoforte, segno che il mondo crede alle possibilità crescita, relativa, di quei due Paesi, anche se per motivi diversi. Che succede in Oriente? Messa in archivio rapidamente la crisi del Covid, tutte le economie sono ripartite alla grande e tutto quel mondo (non solo la Cina) si avvia ad acquisire un’incontestabile supremazia.

Perché?

Azzardo una risposta basandomi su poche evidenze. Non è certo la “dittatura cinese” perché questo risultato è comune a tutti i Paesi dell’Asia Orientale, con sistemi politici assolutamente differenti fra loro. Due cose il accomunano fra di loro e li differenziano dal nostro mondo. La prima: un individualismo temperato da una forte prevalenza della necessità del bene comune. Esso ha motivazioni diverse nei vari Paesi ma il risultato è lo stesso. La seconda: il riconoscimento popolare di un’affidabilità dei sistemi di governo di quei Paesi, quali essi siano, e la consapevolezza che essi si prodigano per il bene comune. Queste sono le due gambe su cui si appoggiano provvedimenti anche duri ma credibili.

Appena stamattina, in un dibattito, un uomo politico ha detto “Che male c’è se cinquanta famiglie in un condominio si riuniscono, senza uscire dal palazzo, per farsi gli auguri”. Ma dice sul serio o non ha capito niente? Fra quelle cento persone (almeno), ce ne saranno statisticamente parecchie positive, anche se asintomatiche. Quante di quelle cento ne sarebbero contagiate durante gli inevitabili brindisi? Una ventina almeno, che a loro volta contageranno altre persone e così via. Ma proprio non abbiamo capito niente e continuiamo a opporci alle indicazioni ufficiali!

Chiudo con un paradosso e vi prego di considerarlo come tale e guardare la verità sottostante. Molto spesso gruppi di “black bloc” si intrufolano di nascosto in manifestazioni di per se pacifiche e all’improvviso tirano fuori bastoni, bombe carta ed altre armi e si abbandonano ad atti di violenza inauditi. La polizia interviene e spesso è costretta ad adoperare “le maniere forti” con altrettanti atti di violenza. La gran maggioranza di noi, credo, condanna senza se e senza ma queste azioni. Se per caso gli stessi black bloc, coperti da caschi e mascherine ancora più efficaci, decidessero di adoperare, invece dei bastoni, delle buste di antrace e le spargessero nell’aria? La nostra condanna sarebbe ancora più netta e decisa. I bastoni si vedono, sono armi individuali, ci si può scansare. Una polvere, o un gas sparso nell’aria, invisibile e dal qual non ci si può difendere è quanto di più vigliacco si possa immaginare. Ma che hanno di diverso quelle centinaia di scalmanati urlanti che si radunano per strada senza alcuna mascherina, spesso supportati da uomini “politici”, che urlano a gran voce contro la supposta limitazione della libertà? Ad ogni atto respiratorio essi emetto un gas umido ed oltre uno su dieci di essi butta fuori virus, che vanno a finire sugli altri. Quando la manifestazione finisce, i vecchi contagiati, assieme ai nuovi, vanno in giro in metropolitana o al bar o in un negozio a contagiare gli altri. Cosa c’è di diverso rispetto a quelli che spargono l’antrace? Perché la polizia non deve disperderli in maniera altrettanto decisa? E’ veramente una manifestazione di libertà oppure un attentato alla salute pubblica ed all’economia nazionale? Tutto ciò in Asia, anche nelle democrazie asiatiche, non succede.