17. dic, 2020

LA PRESENZA CINESE IN AFRICA SI CONSOLIDA

17 dicembre 2020

LA PRESENZA CINESE IN AFRICA SI CONSOLIDA

Qualche giorno fa c’è stata la cerimonia per la posa della prima pietra del “Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC)” dell’Unione Africana (AU) ad Addis Abeba. L’opera del costo di 80 m$ è stata offerta dalla Cina. Il commissario per gli affari sociali dell’Unione africana Almira Elfadil, ha dichiarato che l’AU apprezza la cooperazione e il supporto della Cina che si è offerta di realizzare l’opera. Tale cooperazione darà un grande contributo per migliorare la capacità della sanità pubblica in Africa. Il vice ministro del commercio cinese ha dichiarato che quest’opera concretizza gli impegni presi nel vertice di Pechino sulla cooperazione Cina-Africa nel 2018. Elfadil ha anche annunziato che la costruzione dei cinque centri regionali in Egitto, Gabon, Kenya, Nigeria e Zambia inizierà presto. Com’era prevedibile, visti gli attuali rapporti fra la Cina e il blocco occidentale, un funzionario americano citato dal Financial Time ha dichiarato che il progetto verrà utilizzato dalla Cina per spiare i dati genomici dell’Africa.

Cameron Hudson, un membro anziano dell’Africa Center presso l’Atlantic Council ha dichiarato che questo CDC è stato modellato nella forma e nella funzione dell’analogo CDC degli Sati Uniti ad Atlanta. L’esigenza di un CDC in AU era emersa per il ruolo avuto in passato dagli USA durante l’epidemia di Ebola nel 2015, e nel 2016 Cina e USA avevano firmato un memorandum congiunto per sostenere il CDC in Africa. In seguito, a causa della politica di riduzione degli aiuti esteri attuata da Trump e l’aspra rivalità fra Washington e Pechino gli USA hanno mandato a monte il progetto. La Cina invece, secondo le dichiarazioni dell’ex ambasciatore USA in Etiopia, dopo aver regalato la sede dell’AU a Pechino ha avuto gioco facile a fare lo stesso con il CDC ad Addis Abeba.

Per completare il quadro, la Cina ha in passato realizzato per lo più con “grant (a titolo gratuito)” stadi di football in Cameron, Zimbabwe, Tanzania; Mozambico, Malawi, Ghana, Angola e Zambia. Ha anche donato gli edifici del parlamento in Zimbabwe, Repubblica del Congo, Lesotho, Mozambico e Sierra Leone.

Qualche riflessione. Non si tratta certo di beneficenza. La Cina sta ampliando la sua influenza in Africa in maniera rapidissima, però non esiste un solo soldato cinese che li ha “conquistati”. La loro presenza è economica e va in parallelo con la realizzazione di infrastrutture che non potranno “portarsi via”. Cosa ha fatto l’Europa in Africa? Ha costruito i propri imperi con le armi o con veri e propri genocidi come ha fatto anche l’Italia ad esempio in Cirenaica (generale Graziani) o con l’importazione degli schiavi come hanno fatto gli USA.

Ripeto, non è beneficenza ma nessun impero ne ha mai fatta. Ricordiamoci che  Churchill, appena diventato Primo Ministro si trovò a dover fronteggiare la rotta dell’esercito inglese in Francia. Chiese aiuto a Roosevelt ma esso gli fu rifiutato setto ogni forma. L’Europa fu salva solo grazie all’eroismo degli inglesi che misero in mare ogni tipo di natanti disponibile per salvare l’esercito e permettere una resistenza che affrontarono da soli,  quando tutti gli altri stati europei erano complici o soggiogati dall’impero tedesco.

In seguito, dopo Pearl Harbour e l’intervento americano contro il Giappone nel Pacifico, solo allora gli USA intervennero in Europa perché era necessario contrastare in maniera globale l’asse di Germania e Giappone. Vinsero e ci fu il Piano Marshall che permise la rinascita europea, anche questo è vero. Fu beneficenza? Neanche quella. Gli Stati Uniti stavano costruendo il loro “impero” che subentrava a quello britannico in rapida dissoluzione. Questa è la verità, priva di preconcetti e ideologie. Ovviamente dobbiamo essere grati agli Stati Uniti che misero di nuovo in piedi l’Europa in rovina, ma dobbiamo anche guardare la realtà storica.

Oggi Trump ha deciso di cambiare politica, e l’Europa che ha fatto? Si è accodata supinamente, prova che l’impero americano ancora funziona. Solo la Germania tenta di opporre resistenza (per esempio le recenti decisioni sul 5G Huawei). Ma davvero, di fronte ad una competizione fra due culture, due storie, due mondi diversi che si sta verificando per la prima volta nella storia del mondo vogliamo stare lì a guardare? Ma davvero, dopo migliaia di anni di storia, l’Europa vuole subire il dominio di una parte o dell’altra? SVEGLIATI EUROPA E RIPRENDITI L’INDIPENDENZA CHE LA TUA STORIA TI IMPONE