26. giu, 2020

26 giugno 2020

26 giugno 2020

Giulio Regeni

Credo che tutti noi Italiani siamo disgustati per il comportamento indegno del governo egiziano, un Paese amico e con il quale abbiamo innumerevoli rapporti economici, nei confronti dell’assassinio di Giulio Regeni. Ciò è dovuto al comportamento barbaro dei suoi assassini e all’ostruzionismo assoluto di chi dovrebbe aiutarci a scoprire la verità. Giulio è stato vittima innocente di un gioco più grande di lui ed a cui è stato spinto dai professori della prestigiosa università inglese che lo ha inviato allo sbaraglio senza alcuno scrupolo. La sua professoressa, di nazionalità egiziana, sapeva certamente che il sindacato degli ambulanti era illegale in Egitto e che in quel Paese in questi casi le garanzie democratiche non esistono. Io ho il sospetto, non dimostrabile, che i “mandanti” possano essere stati i Servizi Inglesi in cerca di informazioni attraverso un giovane insospettabile. Mi sento personalmente vicino alla famiglia Regeni anche perché molti anni fa mia figlia, giovane ricercatrice universitaria, stava per cacciarsi in una situazione analoga, fortunatamente evitata all’ultimo momento. Cosa può fare l’Italia per ottenere la verità? Purtroppo assolutamente niente. Una rappresaglia economica sarebbe del tutto inefficace. Una rappresaglia militare, per esempio un bombardamento della sede dei servizi egiziani, salverebbe la dignità del nostro Paese, ma ne saremmo capaci? Una pressione unitaria dell’Unione Europea potrebbe funzionare, ma i nostri partners stanno solo aspettando la nostra uscita dall’Egitto per soppiantarci immediatamente.

Ieri sera, guardando il bellissimo reportage di Purgatori sulla strage di Ustica 40 anni fa, non ho potuto fare a meno di collegare le due cose. L’aereo Itavia è stato certamente abbattuto nei nostri cieli nel corso di una battaglia aerea fra mezzi aereo-navali stranieri. Ci sono stati 87 morti immediati, più qualche altro probabilmente soppresso perché sapeva troppo. Come si è comportato il nostro governo? Ha coperto sia gli autori diretti della strage come pure i governi, nostri alleati, che hanno dato gli ordini. Le famiglie delle vittime, dopo 40 anni, non hanno smesso di cercare la verità.  Del resto quanti misteri si nascondono ancora sui collegamenti politici ma anche internazionali dietro le varie stragi della nostra storia recente, come dietro la morte di Emanuela Orlandi, di Falcone, Borsellino, Aldo Moro etc.

Purtroppo così va il mondo e nessun Paese, democrazia o dittatura, ne risulta immune. Rendersene conto non vuol dire accettare questa situazione, incompatibile con i nostri valori, ma spingere per cercare la verità, sempre e dovunque, senza alcun pregiudizio ideologico. Servirà? Qualche volta si, molto spesso no, ma restare inerti sarebbe una forma di complicità con gli assassini.