6. dic, 2017

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Venti di guerra

Lunedì scorso, in risposta alle manovre aeree congiunte di Stai Uniti e Sud Corea ai confini della Nord Corea, la Cina ha reagito violentemente. Le manovre americane, il maggior dispiegamento aereo dalla fine della guerra di Corea, dureranno cinque giorni e coinvolgono 230 aerei fra cui 18 F-35 stealth oltre ovviamente alle truppe di appoggio a terra e in mare. Queste manovre sono accompagnate da dichiarazioni molto serie. Ne cito una del senatore americano Lindsey Graham che, parlando di una possibile guerra preventiva, ha detto “ Se ci sarà un altro test nucleare bisognerà tenersi pronti per una risposta molto seria da parte degli Stati Uniti”.

Lo stesso giono, il portavoce dell’areonautica militare cinese Shen, parlando da un aeroporto prossimo al confine Nord Coreano, ha annunziato che aerei militari hanno iniziato manovre in “unknown areas” volte a migliorare le capacità di difesa cinesi e la protezione dei loro interessi strategici. Le manovre coinvolgono anche unità terrestri di missili terra-aria. Successivamente fonti qualificate cinesi hanno detto che “ Questo annunzio fatto da un alto esponente delle forze armate è anche un avvertimento a Washington e Seoul di non provocare ulteriormente Pyongyang”. Altre fonti hanno specificato che le manovre si svolgerebbero nella zona di identificazione aerea cinese che si sovrappone in parte allo spazio aereo giapponese e sud-coreano.

Altre manovre aeree cinesi sono in corso nella zona contesa del mar cinese meridionale, negli stretti fra Taiwan e le Filippine ed in prossimità dell’isola giapponese di Okinawa, sede di imponenti istallazioni militari americane. La televisione cinese ha trasmesso un’intervista in cui si diceva che tali manovre erano volte a dimostrare la capacità cinese di attraversare la “prima linea di contenimento” americana di cui vi avevo parlato tempo fa che passa appunto dal Giappone, da Taiwan, dalle Filippine e dal Vietnam.

Sui motivi di questa reazione cinese faccio riferimento alle mie varie note in cui spiego che Cinesi e Americani, pur d’accordo sulla necessità di contenere la Nord Corea differiscono sostanzialmente sulla strategia da applicare. Vi invito a leggerle per avere un quadro chiaro della situazione.