8 febbraio 2019

9. feb, 2019

8/2/2019

 

Il primo round di riunioni per evitare il “big storm” delle nuove sanzioni il primo marzo è stato apparentemente un successo secondo le dichiarazioni di Donald Trump; saranno però necessari un paio di faccia-a-faccia fra i due leaders perché si possa forse raggiungere un risultato. Nel frattempo la Cina si prepara al peggio. Nel corso di chiacchierate amichevoli con qualche amico “ben informato” ho avuto conferme che la situazione economica nel 2019 non sarà poi così rosea: “Chi ha un lavoro in una società di stato è bene che se lo tenga stretto anche se retribuito peggio che nelle società private”. Inoltre mi è stato confermato ciò che era già evidente: la presa della leadership del Partito sulle grandi società è diventata più ferma e decisa allo scopo di controllare la stabilità sociale fin dalla radice. Infine le regole per l’acquisto di valuta estera sono diventate molto più rigide. Di tutto ciò si parla abbastanza apertamente anche alla presenza di stranieri “affidabili”. Bisogna anche dire però che la classe dirigente cinese sembra assolutamente unita nella convinzione che questa guerra commerciale, nuova dimostrazione di un sistema occidentale in declino, sarà vinta. Nel frattempo sul fronte propagandistico-militare le frizioni si fanno più aspre. Un esempio è il filmato diffuso in occasione dello Spring festival dove si vedono (è un fotomontaggio) gli aerei militari cinesi sorvolare il grattacielo 101, simbolo di Taipei, accompagnato da una musica e una canzone che inneggia alla fratellanza.

Da un punto di vista ufficiale non si può infine dimenticare la dichiarazione di Xi Jinping che invita i quadri del Partito alla “worst-case-situation” ed all’unità per non mettere in pericolo la “stabilità e le riforme” in un periodo di “imprevedibili sviluppi internazionali in un contesto molto delicato”. Xi nel suo discorso ha posto il Partito in guardia da possibili “black swan” e da “grey rhinoes”. Nel linguaggio finanziario cinese, il cigno nero simboleggia un imprevedibile evento catastrofico ed il rinoceronte grigio un gravissimo evento prevedibile ed ignorato. Come non pensare che il quattro giugno ricorre il trentesimo anniversario di Tienanmen e il primo ottobre il settantesimo anniversario della proclamazione della Repubblica Popolare Cinese

18. giu, 2018

Come vi ho detto in passato, fra i tanti problemi di Pechino c'è anche quello di un gigantesco sovraffollamento di automobilI. .  Il problema sembrava risolto mediante il sorteggio di un numero limitatissimo di targhe ogni anno. Solamente I fortunati vincitori potevano comprare una vettura. Non è un caso pero' che I Cinesi vengono considerati gli Italiani d'Oriente ed infatti per ogni nuovo problema ci si arrangia a trovare una soluzione. Quale? Se vuoi comprare un'automobile e non sei fra I fortunati possessori di targa basta rivolgersi ad un rivenditore "smart". Specie se hai intenzione di comprare una macchina costosa ci pensa lui, dietro modico compenso di circa 700 $, a fare la immatricolazioni in una città con minori restrizioni.

Troppo facile!  Ed infatti le autorita' hanno preso le loro contromisure. A Pechino ci sono 5.970.000 vetture circolanti,  ma ad esse bisogna aggiungerne altre 700.000 "abusive",vale a dire registrate in altre città. Alcune sono realmente di persone di passaggio per turismo  o affari, ma altre appartengono a residenti a Pechino ma della categoria dei "furbi".

Come fare?  Le machine non di Pechino hanno diritto ad in massimo di 12 permessi l'anno, ciascuno di una durata massima di sette giorni; in totale 84 giorni/anno. Siccome in  realtà si tratta di automobili che risiedono permanentemente in città,  nei giorni restanti esse sono obbligate a sostare in appositI spazio controllati. E' una limitazione alle libertà  individuali?  Forse si, ma conoscete  altre soluzioni? Qui vale sempre il concetto che l'interesse pubblico prevale su quello privato.

26. mar, 2018

Nelle prime ore della mattina del 21 marzo scorso mi sono imbarcato ad Hanoi su un aereo diretto ad Hong Kong, da cui nel pomeriggio sarei andato a Taipei. Imbarco regolare, pronti a partire. Il comandante ci annunzia all'altoparlante che non possiamo muoverci perchè lo spazio aereo della zona è totalmente occupato da voli mitari e quindi interdetto al traffico civile. Mi era capitata la stessa cosa moltissimi anni fa ed assistessi al primo volo ufficiale degli USA in Vietnam per il recupero di alcune salme di militari morti durante la guerra (ve ne ho parlato in una delle mie prime note). Pazienza, aspetterò del resto ho molto tempo per la coincidenza.

Siamo rimasti fermi per oltre un' ora (il volo dura 1 ora e venti minuti) e finalmente all'improvviso il comandante annunzia la partenza. Il tempo è bello ed il volo tranquillissimo, eccezion fatta per la rotta seguita, del tutto inusuale e tutta sulla terra ferma in territorio cinese, invece che sul mare. Durante la procedura di atterraggio all'improvviso il comandante "riattacca" e con i motori al massimo torna in aria. Una procedura del genere mi è capitata tante volte, ma, con una sola eccezione, è sempre stata legata a condizioni metereologiche. Quel giorno  non c'erano pioggia, o turbolenze di sorta. Cos'era successo? non lo saprò mai. Il giorno dopo, a Taipei, leggo su un giornale che, in rispsosta ad una precedente "provocazione" americana, la portaerei cinese Liaoning, accompagnata da una squadra navale e copertura aerea, aveva percorso da nord a sud il canale che separa la costa cinese da Taiwan. Siamo tornati ai tempi della guerra fredda che speravamo ormai definitivamente superati! Purtroppo però oggi tutto corre più veloce, la sensibilità cinese verso Taiwan è immensa ed a Taiwan sono sempre tutti sul chi vive. Vi ho raccontato di quando, molti anni fa, un improvviso vasto black out elettrco fece risuonare immediatamente le sirene di allarme aereo, e dal mio albergo vidi l'esercito in strada e gli aerei militari in volo. Il rischio di una guerra per errore è assolutamente presente e non ci se ne rende conto. 

8. feb, 2018

Due aggiornamenti all'ultima nota nella pagina "Auto elettriche" dove vi parlavo dell'ipotetca "Nuova rivoluzione industriale".

-            La General Motors ha chiesto l'autorizzazione a far circolare auto a guida autonoma di sua produzione in via definitiva.

-                FCA ha venduto "qualche migliaio" di auto a guida autonoma alla divisione di Google che ha messo a punto e testato a lungo su strada la propria tecnologia montata su altre auto vendutele in precedenza da FCA. Le nuove auto verranno consegnate gradualmente e si tratta di un modello di serie appositamente modificato e che include tutte le apparecchiature ed il software "proprietario" di Google. Si tratta per ora di un modello a trazione ibrida dotato di un'importante capacità elettrica e sarà in grado di percorrere 1000 km fra due rifornimenti. Si tratta di una vettura a otto posti con cui Google intende iniziare un servizio taxi cittadino. La data prevista dallo studio di Stanford potrebbe essere quindi ragionevole.

21. dic, 2017

Sapevate che il ministro Alfano è stato a Pechino per chiudere i lavori dell'ottava sessione intergovernativa Italia-Cina? Beh, io sulla stampa italiana non ho visto niente (ma potrebbe essermi sfuggito). Ho visto invece parecchio su quella cinese: evidentemente la collaborazione fra i due Paesi è più importante per la Cina che ha un gran bisogno di noi (?!?) piuttosto che viceversa ....

Nel comunicato ufficiale si dice che le due Parti hanno concordato di aprire consultazioni volte alla firma di un accordo intergovernativo che formuli le linee guida per la cooperazione nell'ambito della Belt and Road Initiative.

Faccio notare che tale accordo è già stato firmato con molti altri stati fra cui anche alcuni europei.

E' stata anche concordata con il vice ministro Scalfarotto la realizzazione di un "Parco culturale Cina - Italia"  a Chengdu, capitale della provincia del Sichuan. Questa iniziativa servirà ad incrementare la cooperazione nell'arte, nella musica e nel design, mediante la realizzazione di vari eventi come festival musicali e sfilate di moda.

E' certamente una buona cosa. Nel frattempo il viaggio inaugurale della prima linea ferroviaria Italia-Cina è partito dal polo internodale di Mortara il 28 novembre con destinazione Chengdu e probabilmente è già arrivato a destinazione. Vi avevo anticipato in queste note che avrei scritto qualcosa non appena ne avessi avuto notizia anche dalla stampa cinese. Putropppo fino a ieri non ho visto niente ed è abbastanza strano perchè sui siti cinesi esistono le fotografie di tutti i treni che hanno inaugurato le varie linee della BRI.

Ora esiste anche la linea per l'Italia ma non è la terza inn Europa,  ne esistono anche altre, come testimoniato dal filmetto esplicativo ufficiale  cinese di cui vi ho dato il link mesi fa.

La nostra stampa giustamente enfatizza l'importanza degli scambi con il Sichuan, una punta di diamante dello sviluppo industriale cinese, oggi crocevia di innumerevoli rapporti industriali e commerciali con le imprese occidentali.

Purtroppo mi viene il magone quando penso che Deng aveva scelto questa provincia per sperimentare le prime forme di apertura con l'estero e l'azienda (italianissima) in cui lavoravo in quell'epoca, nel 1982 aveva intessuto rapporti di collaborazione con il governo locale ! E poi.... poi l'Italia era troppo occupata a guardarsi l'ombelico invece di restare all'avanguardia.