FLASH

11. lug, 2020

11 luglio 2020

Siamo tutti vittime di informazioni false

Internet ha concesso a tutti noi la possibilità di accedere con facilità a una miriade di informazioni che prima erano di difficile o impossibile reperibilità. Ricordo quando da giovane studente universitario, come pure nella prima fase della mia vita professionale, passavo giornate intere nella biblioteca del CNR a consultare schedari su schedari per cercare e poi ottenere in visione le pubblicazioni che potevano essermi utili. Oggi, con un po’ di pratica e qualche “click” è possibile leggere e stampare a casa propria ciò di cui si ha bisogno. Purtroppo ogni medaglia ha il suo rovescio e questo può essere estremamente pericoloso. Non mi riferisco alla quantità infinita di baggianate, spesso condite con insulti e parolacce, di cui sono infarciti i nostri social. Esiste qualcosa di molto più insidioso che si presenta sotto forma di messaggi diffusi come una catena di Sant’Antonio oppure attraverso interviste o articoli che contengono accuratamente nascoste e condite di belle parole una serie di informazioni, a loro volta prive di un minimo di prove, volte a influenzare l’opinione pubblica.

Proprio ieri sono stato fortemente colpito da un messaggio inviatomi da una mia amica Cubana che mi chiedeva un commento. Lei lo aveva ricevuto a sua volta da un’amica Angolana. Si tratta quindi di una triangolazione che coinvolge tre continenti. Ve ne trascrivo un estratto tradotto in Italiano (l’originale è metà in inglese e metà in spagnolo).

QUOTE

Trovata finalmente in Italia la cura del coronavirus.

I medici italiani, trasgredendo le indicazioni dell’OMS di non fare alcuna autopsia ai morti di coronavirus hanno scoperto che non è un VIRUS, ma un BATTERIO la causa della morte. Esso determina la formazione di coaguli di sangue che provocano la morte del paziente. <Tala Italia?> sconfigge il così detto Covid-19 che non è altro che una “coagulazione intravascolare diffusa (trombosi) “. La maniera di combatterla, vale a dire la cura, consiste nella somministrazione di “antibiotici, anti infiammatori e anticoagulanti”, in sostanza aspirina. Ne consegue che questa malattia è stata fino ad ora trattata in maniera errata. Questa notizia sensazionale per il mondo intero è frutto di una scoperta di medici italiani, risultato di autopsie effettuate su morti di Covid-19. Secondo patologi italiani la ventilazione artificiale e il ricovero in unità di rianimazione non era assolutamente necessario. In Italia sono dunque cambiati i protocolli di cura. E’ ben noto che questa pandemia è stata scoperta dall’OMS, ed i Cinesi  conoscono bene questa semplice cura ma non lo dicono per promuovere i loro affari. Notizia proveniente dal Ministero della Salute Italiano.

Diffondete questa notizia quanto più possibile. Infatti se qualcuno si ammala del così detto Covid-19 che non è un virus come ci fanno credere, ma un batterio, amplificato dalle radiazioni elettromagnetiche CAUSATE DAL 5-G (causa anche di infiammazioni e ipossia), egli ha il DIRITTO di sapere che gli è sufficiente ingerire 100 mg di Aspirina e Apronax o Paracetamolo.  Perché basta questo? Perché il Covid-19 provoca la coagulazione del sangue e una trombosi. Il sangue non ossigena il cuore e i polmoni ed il paziente muore perché non può respirare. Il ministero della salute italiano, una volta fatta questa scoperta, ha immediatamente ignorato i suggerimenti dell’OMS ed iniziato a somministrare 100 mg di Aspirina e Apraxas. I pazienti hanno iniziato immediatamente a migliorare fino al punto che ne sono stati dimessi 14000 in un solo giorno.  Qui, nel nostro Paese (Angola) ci hanno mentito ed il nostro Presidente si limita a fornirci ogni giorno dati e statistiche, ma non informazioni per salvare la vita dei cittadini che sono terrorizzati dalle elites. Tutti i Paesi del mondo si stanno prestando a questo gioco ad eccezione dell’Italia che ne è uscita forse perché è stata colpita da troppi morti e da una catastrofe economica. Capiamo ora perché le autorità ordinano di incenerire o seppellire immediatamente i morti senza autopsia, dichiarandoli altamente contagiosi. Sta a noi ristabilire la verità. QUESTA PANDEMIA è STATA VOLUTA PER VACCINARE ED UCCIDERE LE MASSE, PER AVERNE IL CONTROLLO ATTRAVERSO IL TERRORE E RIDURRE LA POPOLAZIONE MONDIALE.

UNQUOTE

Questi messaggi che diventano rapidamente virali ed invadono il mondo, specie i Pesi in via di sviluppo che hanno accesso a ben poche informazioni, hanno certamente un’origine ben pianificata ed un obiettivo.

Vi faccio un altro esempio, su un argomento assolutamente diverso e ad un livello ben più alto di cui in Italia si parla tutti giorni: il MES.

Siamo sommersi dalla mattina alla sera, tutti i giorni, da articoli sui giornali, interviste, dichiarazioni di uomini politici, dibattiti in televisione etc. In estrema sintesi si sono formati due gruppi.

Il primo, assolutamente contrario, sostiene che accettare questo finanziamento sostanzialmente senza interessi, sarebbe una catastrofe. Ci viene prospettato uno scenario di disoccupazione e di fame dovuta all’intervento della famigerata Troika, che attuerebbe un controllo ferreo della nostra economia, privandoci della nostra sovranità e facendoci fare la fine della Grecia. Secondo loro la prova è che i trattati europei che regolano il MES non sono stati modificati.

Il secondo gruppo sostiene che questo finanziamento deve essere accettato immediatamente perché ci fornirebbe subito una quantità di denaro di cui abbiamo bisogno, a differenza del Recovery fund i cui primi soldi arriverebbero nella migliore delle ipotesi nel secondo trimestre 2021. In “questo MES” l’unica condizione sarebbe l’obbligo di impiegare questi soldi per il “controllo ed il miglioramento diretto o indiretto” della lotta al Covid-19. E’ vero, i trattati non sono cambiati, ma essi individuano solo la cornice del sistema, mentre i dettagli vengono definiti volta per volta.

Siamo di fronte a due descrizioni opposte ed inconciliabili, una delle quali è falsa.

Ora, siamo purtroppo abituati a dichiarazioni e contrapposizioni di questo tipo e sarebbe vano aspettarsi che i nostri uomini politici si sedessero spontaneamente attorno a un tavolo e ci dessero evidenza delle loro tesi. Lo so, in un sistema democratico questo sarebbe un obbligo di chi è stato eletto come nostro rappresentante. Purtroppo, come sostengo da tempo, la nostra democrazia è, ad essere buoni, fortemente deteriorata. Un’altra cosa però si potrebbe fare. Un grande giornale o una rete televisiva, potrebbe organizzare una tavola rotonda invitando un gruppo di giuristi di provata fama, possibilmente esperti di diritto della Comunità Europea. Essi, al cospetto pubblico, dovrebbero spiegare a tutti in maniera chiara ed indicando i documenti alla base delle loro tesi, qual è la situazione. L’ideale sarebbe se riuscissero ad arrivare ad una posizione largamente condivisa. Ovviamente tali documenti dovrebbero essere messi a disposizione del pubblico. Perché nessuno fa ciò? Tutti collusi nel non divulgare la verità? Mi auguro di no perché in caso contrario dovremmo ammettere che la democrazia non esiste più e siamo dominati da un’oligarchia. Se questa è la conclusione però, smettiamola di sbandierare al mondo la nostra superiorità morale, vantando un regime che non è più il nostro.

 

26. giu, 2020

26 giugno 2020

Giulio Regeni

Credo che tutti noi Italiani siamo disgustati per il comportamento indegno del governo egiziano, un Paese amico e con il quale abbiamo innumerevoli rapporti economici, nei confronti dell’assassinio di Giulio Regeni. Ciò è dovuto al comportamento barbaro dei suoi assassini e all’ostruzionismo assoluto di chi dovrebbe aiutarci a scoprire la verità. Giulio è stato vittima innocente di un gioco più grande di lui ed a cui è stato spinto dai professori della prestigiosa università inglese che lo ha inviato allo sbaraglio senza alcuno scrupolo. La sua professoressa, di nazionalità egiziana, sapeva certamente che il sindacato degli ambulanti era illegale in Egitto e che in quel Paese in questi casi le garanzie democratiche non esistono. Io ho il sospetto, non dimostrabile, che i “mandanti” possano essere stati i Servizi Inglesi in cerca di informazioni attraverso un giovane insospettabile. Mi sento personalmente vicino alla famiglia Regeni anche perché molti anni fa mia figlia, giovane ricercatrice universitaria, stava per cacciarsi in una situazione analoga, fortunatamente evitata all’ultimo momento. Cosa può fare l’Italia per ottenere la verità? Purtroppo assolutamente niente. Una rappresaglia economica sarebbe del tutto inefficace. Una rappresaglia militare, per esempio un bombardamento della sede dei servizi egiziani, salverebbe la dignità del nostro Paese, ma ne saremmo capaci? Una pressione unitaria dell’Unione Europea potrebbe funzionare, ma i nostri partners stanno solo aspettando la nostra uscita dall’Egitto per soppiantarci immediatamente.

Ieri sera, guardando il bellissimo reportage di Purgatori sulla strage di Ustica 40 anni fa, non ho potuto fare a meno di collegare le due cose. L’aereo Itavia è stato certamente abbattuto nei nostri cieli nel corso di una battaglia aerea fra mezzi aereo-navali stranieri. Ci sono stati 87 morti immediati, più qualche altro probabilmente soppresso perché sapeva troppo. Come si è comportato il nostro governo? Ha coperto sia gli autori diretti della strage come pure i governi, nostri alleati, che hanno dato gli ordini. Le famiglie delle vittime, dopo 40 anni, non hanno smesso di cercare la verità.  Del resto quanti misteri si nascondono ancora sui collegamenti politici ma anche internazionali dietro le varie stragi della nostra storia recente, come dietro la morte di Emanuela Orlandi, di Falcone, Borsellino, Aldo Moro etc.

Purtroppo così va il mondo e nessun Paese, democrazia o dittatura, ne risulta immune. Rendersene conto non vuol dire accettare questa situazione, incompatibile con i nostri valori, ma spingere per cercare la verità, sempre e dovunque, senza alcun pregiudizio ideologico. Servirà? Qualche volta si, molto spesso no, ma restare inerti sarebbe una forma di complicità con gli assassini.

1. set, 2019

Il 29/8 u.s. come ogni anno è avvenuta la rotazione del contingente della PLA di stanza a HK. Non si sa se il loro numero sia aumentato, ma è certo che ne siano cambiate le caratteristiche. Come si vede dalla foto sono stati aggiunti mezzi blindati più pesanti, modificati dal normale assetto da guerra con mitragliatrici etc. inutili in questo caso, per fare posto ad un numero maggiore di soldati. Non è questo però il punto più significativo. Vari altri segnali indicano che si sta arrivando al punto di rottura. Vediamoli. Sono stati arrestati, e poi rilasciati su cauzione, i due giovani leaders delle manifestazioni; si levano sempre più voci, all'interno della comunità, le quali sostengono che senza la sospensione delle manifestazioni, spesso violente, non esiste alcuna possibilità di raggiungere una qualsiasi forma di accordo. Inoltre i cartelli "libertà per HK", "rivoluzione", e ancor di più "HK non e' Cina"a sostegno delle cinque richieste suonano come una provocazione alle orecchie del governo centrale che ha di nuovo dichiarato di non accettare azioni atte a minare la sovranità della Cina e il potere del governo centrale, garante della sua unità. Altri fatti sono significativi: una nuova esercitazione militare anti sommosse a Shenzen, molto più organizzata delle precedenti a cui è stato dato molto risalto sui media cinesi. Poco importa, anzi è un ulteriore segnale, il fatto che sia stata effettuata dalla People's Army Police, forze speciali di polizia, invece che dall'esercito. 

La manifestazione di ieri era stata vietata per la prima volta, ma una gran folla si è radunata lo stesso. Alla richiesta formale di scioglimento, i più pacifici si sono ritirati ma la frazione radicale ha di nuovo messo in atto azioni violente con reazioni altrettanto violente da parte della polizia.

Si va infine delineando il passo successivo: una vecchia legge che risale al periodo della dominazione inglese e quindi perfettamente in linea con la regola di "un Paese, due sistemi". Essa è "l'Emergency Regulations Ordinance" utilizzata per l'ultima volta durante i disordini del 1967, quindi sotto il governo Britannico. La legge da al governatore poteri speciali in una lunga serie di aree, come arresti, detenzioni, controllo dei trasporti, requisizione di proprietà private, soppressione di mezzi di comunicazione etc. Sembra che questo sia il prossimo atto del governo che potrebbe arrivare anche al coprifuoco, senza implicare l'intervento del governo cinese, che anzi potrebbe sostenere di non far niente di diverso dalle leggi e tradizioni precedenti. Staremo  a vedere e speriamo che la ragione prevalga da entrambe le parti per evitare la scomparsa di fatto di una città unica al mondo.

1. set, 2019
9. feb, 2019

8/2/2019

 

Il primo round di riunioni per evitare il “big storm” delle nuove sanzioni il primo marzo è stato apparentemente un successo secondo le dichiarazioni di Donald Trump; saranno però necessari un paio di faccia-a-faccia fra i due leaders perché si possa forse raggiungere un risultato. Nel frattempo la Cina si prepara al peggio. Nel corso di chiacchierate amichevoli con qualche amico “ben informato” ho avuto conferme che la situazione economica nel 2019 non sarà poi così rosea: “Chi ha un lavoro in una società di stato è bene che se lo tenga stretto anche se retribuito peggio che nelle società private”. Inoltre mi è stato confermato ciò che era già evidente: la presa della leadership del Partito sulle grandi società è diventata più ferma e decisa allo scopo di controllare la stabilità sociale fin dalla radice. Infine le regole per l’acquisto di valuta estera sono diventate molto più rigide. Di tutto ciò si parla abbastanza apertamente anche alla presenza di stranieri “affidabili”. Bisogna anche dire però che la classe dirigente cinese sembra assolutamente unita nella convinzione che questa guerra commerciale, nuova dimostrazione di un sistema occidentale in declino, sarà vinta. Nel frattempo sul fronte propagandistico-militare le frizioni si fanno più aspre. Un esempio è il filmato diffuso in occasione dello Spring festival dove si vedono (è un fotomontaggio) gli aerei militari cinesi sorvolare il grattacielo 101, simbolo di Taipei, accompagnato da una musica e una canzone che inneggia alla fratellanza.

Da un punto di vista ufficiale non si può infine dimenticare la dichiarazione di Xi Jinping che invita i quadri del Partito alla “worst-case-situation” ed all’unità per non mettere in pericolo la “stabilità e le riforme” in un periodo di “imprevedibili sviluppi internazionali in un contesto molto delicato”. Xi nel suo discorso ha posto il Partito in guardia da possibili “black swan” e da “grey rhinoes”. Nel linguaggio finanziario cinese, il cigno nero simboleggia un imprevedibile evento catastrofico ed il rinoceronte grigio un gravissimo evento prevedibile ed ignorato. Come non pensare che il quattro giugno ricorre il trentesimo anniversario di Tienanmen e il primo ottobre il settantesimo anniversario della proclamazione della Repubblica Popolare Cinese