29. giu, 2019

Tienanmen Parte prima

29 GIUGNO 2019

TIENANMEN

 

Riparto dalla mia nota precedente sui fatti del Quattro Maggio di cento anni fa. Essi dimostrarono alcuni aspetti fondamentali per la comprensione del mondo cinese, anche se apparentemente contraddittori. Anzitutto I giovani colti erano alla ricerca dei motivi per cui si era arrivati alla completa disfatta di una delle civilta’ piu’ gloriose della storia, proprio nel momento in cui si assisteva al trionfo del mondo occidentale. Si pensava che la soluzione potesse essere l’abbandono dei vecchi modelli per adottare le filosofie occidentali anche se cosi’ distanti dalla loro storia. A cio’ si opponeva la profonda delusione causata dalle risoluzioni del congresso di Versailles del 1919 che chiudeva la Prima Guerra Mondiale. Dov’erano I principi di democrazia, liberta’, autodeterminazione dei Popoli proclamate dal Presidente Wilson? Solo parole vuote per continuare a spartirsi le spoglie della Cina, accordandosi con il Giappone, forse piu’ utile a perpetuare il colonialismo e l’egemonismo occidentali? In questo nuovo mondo cominciavano a riaffacciarsi, per reazione, da un lato i vecchi principi filosofici e sociali del confucianesimo anche se aggiornati a seguito dei profondi cambiamenti determinati dalla rivoluzione industriale, e dall’altro le nuove idee portate dai bolscevichi che proponevano un mondo nuovo, in contrapposizione a quello occidentale e sopratutto al di fuori dal colonialismo che sembrava nei fatti persistente nel mondo occidentale. I due principi sembravano ad alcuni compatibili ed armonizzabili fra loro, mentre continuarono ad imperversare diatribe che portarno a tre decenni di sanguinose lotte intestine fino alla vittoria definitiva di Mao e alla proclamazione della Repubblica Popolare cinese il Primo ottobre 1949 . L’appoggio dato dagli Stati Uniti a Chang Kaishek ed il riconoscimento di Taiwan come rappresentante della Cina all’ONU buttarono definitivamente Mao fra le braccia del Marxismo – Leninismo.Le varie anime della cultura cinese continuarono pero’ a sopravvivere e la vita stessa di Deng Xiaoping fra sconfessioni violente e successi clamorosi ne e’ una prova lampante.

 

Devo pero’ parlarvi di nuovo del “Grande Vecchio”, l’uomo che quarant’anni fa mi svelo’ il mondo cinese. Nelle nostre chiacchierate serali, costellate da lunghi silenzi in cui guardava le evoluzioni del fumo della sua sigaretta, immerso totalmente nei suoi pensieri, egli mi raccontava la sua vita di giovane studioso, istruito nei principi classici della cultura cinese ma profondamente a conoscenza di quella occidentale per aver frequentato le scuole europee ed averne letto i classici. Mi parlava dell’impossibilita’ di noi Occidentali di capire non solo la cultura tradizionale del suo mondo, ma anche di renderci conto dell’immensita’ dei problemi che doveva affrontare la Cina: una popolazione immensa ed in rapidissima crescita, multietnica, alla ricerca di se stessa, poverissima. “Capisci che vuol dire avere ogni anno una nuova Italia da sfamare?”, “Ti rendi conto che ognuno, per il fatto stesso che nasce ha diritto di mangiare una ciotola di riso? Voi non conoscete la fame, quella vera”,

ed infine la frase che chiudeva le sue riflessioni, un’apertura ottimistica, l’ottimismo di un uomo   che aveva vissuto sulla sua pelle tutte le tragedie del ‘900 cinese. Io vedo chiaramente il futuro della Cina perche’ il presente si e’ gia’ verificato nel passato. Essa ritornera’ grande e non dimenrtichera’ i principi fondamentali della sua cultura, se riuscira’ a sopravvivere a questo periodo, senza collassare definitivamente al suo interno: cio’significherebbe la fine di una grande civilta’.  Noi possiamo suicidarci ma non essere uccisi. Io non vedro’ quel momento ma tu si, sei giovane e ti ricorderai delle mie parole”

Si amico mio e mio mentore,mi ricordo di te, ovunque tu sia. Ho visto la Cina arrivare alla soglia del collasso definitivo (e forse non l’ultimo). Ho assistito a un’immane tragedia, ho visto giovani studenti sacrificare la propria vita come in passato nella storia cinese, ho visto anziani incapaci di prendere una decisione che, qualunque fosse stata, purche’ presa al momento giusto, avrebbe evitato la strage. Ho visto la Cina risorgere di nuovo e di nuovo alla vigilia di decisioni che possono portare al suo collasso definitivo. Vedo un Occidente che pensa che il proprio mondo sia l’unico mondo possibile e non capisce che il multiculturalismo arricchisce questo nostro piccolo pianeta disperso nell’immensita’ dell’universo. Forse quando tu guardavi il cielo immerso nei tuoi silenzi pensavi proprio a questo.  Non ti dimentichero’ mai, ti sia lieve la terra.

E di questo parliamo oggi anche se le notizie del meeting fra Trump e Xi Jinping riempiono i giornali qui a Pechino dove mi trovo, a Hong Kong e in tutto il mondo. Potrei scrivere un libro, tanta e’ la documentazione che ho raccolto con opinioni di segno assolutamente opposte fra loro. Pubblichero’ solo due note: la prima, questa, dove cerchero’ di rivivere con gli occhi di allora le emozioni di quei giorni. La seconda, fra circa una settimana, dove vi forniro’ la loro storia, aggiornata in base a quello che sappiamo oggi, e un tentativo di analisi molto difficile e discutibile anche se sono passati trent’anni.

PROLOGO

La dichiarazione degli studenti in Piazza Tienanmen (16 maggio 1989)

In questo caldo mese di maggio, noi iniziamo lo sciopero della fame. Nei giorni migliori della giovinezza dobbiamo lasciare dietro di noi tutte le cose belle e buone e Dio solo sa quanto malvolentieri lo facciamo. Ma il nostro Paese e’ arrivato a un punto cruciale: il potere politico domina su tutto, i burocrati sono corrotti, molte brave persone con grandi ideali sono costrette all’esilio. E’ un momento di vita o di morte per la nazione. Tutti voi compatrioti, tutti voi che avete una coscienza, ascoltate le nostre grida. Questo paese e’ il nostro Paese. Questa gente e’ la nostra gente. Questo governo e’ il nostro governo. Se non facciamo qualcosa chi lo fara’ per noi? Benche’ le nostre spalle siano ancora giovani ed esili, e benche’ la morte sia per noi un fardello troppo pesante, noi andiamo. Dobbiamo andare. Perche’ la storia ce lo chiede. Il nostro entusiasmo patriottico, il nostro spirito totalmente innocente, vengono descritti come “elementi che creano tumulto”. Si dice che abbiamo motivi nascosti o che veniamo usati da un manipolo di persone. Vorremmo rivolgere una preghiera a tutti i cittadini onesti, una preghiera a ogni operaio, contadino, soldato, cittadino comune, all’intellettuale, al funzionario di governo, al poliziotto e a tutti quelli che ci accusano di commettere crimini. Mettetevi la mano sul cuore, sulla coscienza. Quale sorta di crimine stiamo commettendo? Stiamo provocando un tumulto? Cerchiamo solo la verita’ ma veniamo picchiati dalla polizia. I rappresentanti degli studenti si sono messi in ginocchio per implorare “democrazia”. Ma sono stati totalmente ignorati. Le risposte alle richieste di un dialogo paritario sono state rinviate e ancora rinviate. Che altro dobbiamo fare? La democrazia e’ un ideale della vita umana, come la liberta’ e il diritto. Ora, per ottenerli, noi dobbiamo sacrificare le nostre giovani vite. E’ questo l’orgoglio della nazione cinese? Lo sciopero della fame e’ la scelta di chi non ha scelta. Stiamo combattendo per la vita con il coraggio di morire. Ma siamo ancora dei ragazzi. Madre Cina, per favore, guarda i tuoi figli e le tue figlie. Quando lo sciopero della fame rovina totalmente la loro giovinezza, quando la morte gli si avvicina, puoi rimanere indifferente? <testo non verificato e non completo>

APPELLO DI ZHAO ZHIANG (segretario del PCC) agli studenti, in piazza Tienanmen fra i dimostranti  dopo il risultato negativo della discussione fra Li Peng e i leader degli studenti( 19 maggio 1989)

Studenti, siamo arrivati troppo tardi. Ci dispiace. Voi parlate di noi, ci criticate, tutto questo e’ necessario. La ragione per la quale sono venuto qui non e’ chiedervi di perdonarci. Tutto cio’ che voglio dire e’ che voi studenti state diventando molto deboli, e’ il settimo giorno da quando avete iniziato lo sciopero della fame, non potete continuare cosi’. Piu’ il tempo andra’ avanti, piu’ vi danneggera’ il corpo in modo irreparabile, potrebbe essere davvero pericoloso per la vostra vita. Adesso la cosa piu’ importante e’ finire questo sciopero. Lo so, il vostro sciopero della fame mira alla speranza che il Partito e il Governo vi daranno una risposta soddisfacente. Sento che la nostra comunicazione e’ aperta. Alcuni dei problemi possone solo essere risolti con certe procedure. Per esempio, avete menzionato riguardo alla natura della situazione, la questione delle responsabilita’, sento, sento che quei problemi possono finalmente essere risolti, alla fine possiamo arrivare a un mutuo accordo. Comunque, dovreste anche sapere che sento che la situazione e’ molto complicata, sara’ un lungo processo. Non potete continuare lo sciopero della fame per il settimo giorno, e ancora insistere per una risposta soddisfacente prima di terminarlo. Voi siete ancora giovani, ci sono ancora molti giorni a venire, dovete vivere in salute e vedere il giorno in cui la Cina compira’ le quattro modernizzazioni. Voi non siete come noi, noi siamo gia’ vecchi, per noi non e’ piu’ importante. Non e’ facile che questa nazione e i vostri genitori vi supportino a tornare nelle universita’. Adesso voi siete tutti piu’ o meno sulla ventina, e volete sacrificare le vostre vite cosi’ facilmente Studenti, non potete pensare razionalmente? Adesso la situazione e’ molto seria, lo sapete tutti, il Partito e la nazione sono molto nervosi, l’intera societa’ e’ molto preoccupata. Inoltre Pechino e’ la capitale, la situazione sta peggiorando sempre piu’ dappertutto, questo non puo’ continuare. Tutti gli studenti hanno una buona volonta’ e voi siete il bene della nostra nazione, ma se questa situazione continua, perde il controllo, causera’ serie conseguenze in molti posti. In conclusione ho solo un desiderio. Se fate finire lo sciopero della fame, il governo non chiudera’ la porta del dialogo, mai! Le domande che voi avete posto, possiamo continuare a discuterle. Anche se e’ un po’ lento, stiamo arrivando a qualche accordo su alcuni problemi. Oggi voglio solo vedere gli studenti, e esprimere i nostri sentimenti. Spero che gli studenti penseranno riguardo a questo problema con calma. Questa cosa non puo’ essere sviluppata in modo chiaro in situazioni irrazionali. Tutti voi avete quella forza, siete giovani dopo tutto. Anche noi siamo stati giovani, abbiamo protestato, ci siamo stesi sui binari della ferrovia, non abbiamo mai pensato a cosa sarebbe successo nel futuro in quel tempo. Infine, prego gli studenti ancora una volta, pensate al futuro con calma. Ci sono molte cose che possono essere risolte. Spero che tutti voi smetterete lo sciopero della fame presto, grazie. <testo non verificato e traduzione probabilmente lacunosa>

Gli avvenimenti nellerrispondenze di Renato Ferraro in quei giorni convulsi

(dagli archivi del Corriere della Sera che sono sempre una testimonianza insostituibile)

15 agosto 1988. Le forze economiche e sociali .....stanno spazzando quarant’anni di socialismo e venti secoli di confucianesimo........La probabile caduta della produzione agricola spaventa un governo che deve nutrire un miliardo di cittadini e che e’ gia’ angustiato dalla rivolta di molti agricoltori, i quali rifiutano di seminare cereali perche’ i prezzi non sono convenienti....Sono avvenuti anche ammutinamenti, vandalismi, omicidi di manager, battaglie con la polizia.....Un altro problema grave e’ la corruzione dei burocrati...

18 aprile 1989. Pugni alzati, bandiere rosse....erano gli studenti democratici della facolta’ di legge che sfilavano a Pechino.... I giovani, piu’ di cinquecento, scandivano pero’ anche “viva la liberta’ viva la democrazia, abbasso la corruzione”.....E’ stato il piu’ grosso corteo di dissidenti.... e, benche’ illegale, non e’ stato sciolto....In tutte le universita’ della capitale vengono esercitate pressioni per scongiurare nuovi cortei...

22 aprile 1989. Tutti i reparti della polizia e della polizia militare sono mobilitati...Alle quattro, quando gli agenti, parecchie migliaia, hanno dato l’ordine di sgombero, nella Tienanmen restavano centinaia di migliaia di dimostranti.... Il Quotidiano del Popolo fa comprendere che l’elogio funebre di Hu, pronunciato oggi dal segretario Zhao Ziyang, esprimera’ un giudizio positivo sull’ex leader comunista, secondo gli auspici degli studenti.....Il movimento universitario non si accontenta di un successo incompleto..... “se non saremo in piazza a contestare le cerimonie, avranno vinto le forze che hanno abbattuto Hu” .... “Hu era un vero riformatore, e intendeva liberalizzare il marxismo e lo stato. Egli e’ la nostra bandiera”..... Per la prima volta hanno preso la parola anche gli operai ..... Essi sono irritati dall’inflazione e dal caos economico, e provano simpatia per gli studenti, ma non trovano abbastanza concrete le loro rivendicazioni.....

23 aprile 1989. Al baccano degli universitari risponde  il silenzio del Partito....Ne’ la tolleranza ne’ le minacce nei confronti dei giovani hanno dato frutti... Hanno insultato fra gli altri Deng Xiaoping ed il Primo Ministro Li Peng...Il governo non ha avuto il coraggio di reprimere le agitazioni, ha solo gridato ammonimenti, sempre piu’ severi, che lo hanno reso patetico....

1 maggio 1989. Sventolano le bandiere rosse e cantano l’internazionale....Vogliono le riforme ma insultano Deng Xiaoping... Affermano.. “Denunciare la corruzione e l’inefficienza e’ il nostro dovere morale”... “Tocca a noi dire la verita’, perche’ abbiamo studiato,....” Questo ruolo, in Cina e’ sacro. Lo ha prescritto Confucio 25 secoli fa; gli uomini colti devono asssistere il principe saggio e censurare il tiranno...Con un’influenza ben superiore al loro peso numerico, gli universitari sono stati alla testa di tutte le rivolte < dal 1895 ad oggi> .....

3 maggio1989. Sotto Deng, malgrado le promesse, il livello di vita dei cittadini piu’ istruiti e’ sceso rispetto al resto della popolazione.... Grazie alle riforme economiche s’e’  invece arricchita una parte dei contadini, degli artigiani, dei commercianti. Gli intellettuali che non hanno perso il confuciano senso di superiorita’ ne sono irritati, ma sopratutto sono indignati dall’arricchimento degli speculatori, dei trafficanti e dei burocrati....

6 maggio 1989. Il quotidiano del Popolo riabilita i cospiratori.....Tutta la stampa riporta il discorso con cui il segretario generale Zhao Ziyang ha offerto il dialogo ai cospiratori ed ha riconosciuto che molte loro critiche sono fondate...Gli studenti sembrano aver compreso che e’ nel loro interesse sostenere il segretario. In maggioranza ieri hanno votato per riprendere gli studi... Alcuni leader della rivolta si sono dimessi, in disaccordo con i moderati...

18 maggio 1989. La capitale e’ in mano ai dimostranti, milioni, mentre Shanghai e Canton sono paralizzate e in almeno altre sette citta’ la folla e’ nelle strade....C’e’ ancora speranza ma cresce la paura. Tutto puo’ succedere... Ipotesi positiva: Deng si ritira, Li Peng viene sostituito e Zhao assume la guida del Paese... Apre colloqui con il movimento studentesco,e, una volta riportato l’ordine, lancia un programma di riforme graduali e realistiche, del sistema politico..... Ipotesi piu’ fosca: il PCC non trova ne’ il coraggio ne’ la maggioranza politica necessaria per approvare la svolta.... Il Paese sprofonda... salgono i prezzi, le fabbriche si fermano. I militari premono su Deng e ottengono il licenziamento di Zhao. Un nuovo segretario conservatore ordina all’esercito di ristabilire la calma... Gli eroi della dimostrazione, al centro della Piazza, sono i mille e piu’ giovani che da sabato fanno lo sciopero della fame e adesso anche lo sciopero della sete. Dodici di loro, in ospedale, rischiano la morte, hanno annunciato i medici....

19 maggio 1989, Il primo ministro Li Peng ha detto no agli studenti, un no che sembra definitivo....<Gli studenti hanno comunicato alla folla> “L’esercito si e’ messo in moto. I reparti speciali del 38* Corpo d’Armata <Baoding> avanzano verso la Capitale.Restate tranquilli. Non allontanatevi. Fiche’ siamo cosi’ tanti non possono attaccarci....E’ circolata la voce di proteste, e forse anche ammutinamenti fra gli ufficiali di Baoding che hanno buoni rapporti con gli universitari....Nella capitale i dimostranti sono ancora piu’ numerosi, forse tre milioni...Alle sei della mattina quattro membri del vertice comunista <fra cui> Li Peng e Zhao Ziyang erano apparsi in un ospedale ed avevano reso visita ai giovani che fanno lo sciopero della fame. Con sguardi e parole commossi avevano loro garantito indulgenza, implorandoli a desistere... Poi alle 16 Li Peng ha convocato una ventina di leaders studenteschi....facendo crescere la speranza... Invece Li “Chiedo la vostra cooperazione per trasferire in ospedale tutti coloro che fanno lo sciopero della fame... Quali che siano le nostre divergenze, salvare vite e’ la cosa piu’ importante.... Gli studenti ”Per interrompere la protesta noi vogliamo conoscere il giudizio che il governo esprime sul nostro movimento patriottico e democratico”... Li Peng “Il giudizio sara’ la storia a darlo”... Studenti “In tal caso la responsabilita’ per la situazione che si sta creando non e’ nostra”.... Ha avuto cosi’ inizio una notte di paura.

22 maggio 1989. I milioni di individui che ogni notte scendono nelle strade per difendere la citta’ appaiono sereni. Ci sono perfino bimbi nella folla, tenuti per mano dai genitori.... “Non abbiamo da preoccuparci, nessun esercito, per quanto feroce, e nessun regime, per quanto tirannico, puo’ massacrare una folla smisurata....” “Abbasso il despota Deng Xiaoping, Viva il socialismo, viva l’esercito del Popolo, viva la polizia del Popolo”. Poi la massa intona, sottovoce, una internazionale triste, commovente... Camion, buss, tralicci, compongono muraglie formidabili che impediscono l’accesso alla capitale. In molti casi pero’ i soldati hanno dovuto arrestarsi davanti ai cittadini che li hanno accolti sorridendo, con canzoni patriottiche e poesie, con inviti a proteggere i fratelli, il Popolo...

25 maggio 1989. Gli studenti di Tienanmen hanno comprato i fuochi d’artificio e sono pronti a festeggiare la caduta del Premier Li Peng..... Notizie ufficiali e voci incontrollabili indicano pero’ che la partita non e’ ancora chiusa...Una prima notizia preoccupante afferma che i responsabili di sei regioni militari su sette si sono dichiarati pronti a far rispettare la legge marziale...Manca solo il consenso del comandante di Pechino....Secondo un’interpretazione.... il licenziamento di Li Peng sarebbe confermato, ma rimarrebbe aperta la trattativa con le forze che gli hanno dato sostegno, specie nell’esercito.... Secondo il South China Morning Post <Hong Kong>invece  il Politburo avrebbe infine deciso di licenziare Zhao Ziyang entro la fine della settimana...

27 maggio 1989. La tensione, la rabbia, la voglia di combattere sono cadute di colpo appena la sconfitta di Zhao Ziyang e’ apparsa certa e definitiva.....Gli universitari sono divisi “E’ inutile attendere i manganelli. Dobbiamo ritirarci nei campus, riprendere gli studi, aspettare l’opportunita’ per un rilancio della lotta”...Anche le truppe della regione militare di Pechino, che si erano opposte a un intervento contro i civili, si sono allineate dopo che il governo ha messo agli arresti il loro comandante...<tutto cio’> prelude all’incriminazione di Zhao e di alcuni suoi alleati... E’pure pronta la lista di 30 o 40 intellettuali .. Per i maggiori dissidenti come l’astrofisico Fang Lizhi e il sociologo Yan Jaqi si prevede l’incarcerazione... Si ritiene che i milioni di cittadini scesi nelle strade durante le scorse settimane non daranno di nuovo sfogo alla rabbia. I Cinesi sono pragmatici.... 

4 giugno 1989. Guerra civile. L’esercito nella notte e’ entrato a Pechino, con l’appoggio dei carri armati. Ha sparato sulla folla, ha ucciso. I morti sono decine <in realta’ probabilmente molte migliaia>. Negli ospedali il conteggio delle vittime sale di ora in ora: alle quattro di mattina almeno 50 decessi solo nel centro e 30 nel quartiere occidentale..... La gente combatte in tutti i quartieri della citta’ a mani nude, per bloccare le truppe. E’ una tragedia....Pechino urla nella notte. I boati della folla giungono da tutte le direzioni e segnalano l’arrivo di nuove colonne militari....La gente resiste dietro a barricate che talvolta sono solo simboliche....Il caos e’ terrificante... Gli abitanti di ciascun quartiere, in maniera spontanea, alzano barricate, rovesciano dalle finestre masserizie sui militari, si sdraiano davanti ai camion... salgono sugli automezzi con parole di pace oppure lanciano mattoni, sassi, bottiglie rotte......Gli scontri piu’ gravi sono cominciati intorno a mezzanotte.... dove l’esercito ha sfondato le difese per aprirsi la strada verso Tienanmen...All’una sono giunti anche i primi carri armati... inseguiti da nugoli di ciclisti che cercavano di rallentarli ponendosi davanti ai cingoli.... Nei campus universitari di Beida e di Magistero i giovani stanno spaccando tutto....L’inizio della giornata era stato umiliante...Il ritiro delle unita’ che avevano condotto il fallito raid sulla Tienanmen nella notte aveva lasciato nelle strade migliaia di reclute, disperse, senza ufficiali, senza ordini, senza mappe per orientarsi nella citta’....I soldatini... incapaci di parlare la lingua del Nord e di farsi comprendere, se ne stavano accucciati sui marciapiedi o dormivano, stanchi morti, nelle aiuole. Avevano fame...Intorno alle nove sono giunti i nuovi gruppi di soldati, in Metro’.. e subito sono stati costretti ad allontanarsi. Gli scontri hanno avuto inizio alle 13, davanti alla sede del Partito... Circondati, 700 militari hanno dovuto sedersi a terra, sotto la protezione degli studenti..... Intorno alle 19 l’allarme e’ giunto “Il governo ha deciso di annientarci. Non conosce la storia del nostrio Paese: chi ha sparso il sangue degli studenti ha sempre fatto una brutta fine”....    

E POI IL SILENZIO