HONG KONG AL SUO BIVIO FINALE

26. nov, 2020

 

 

26 novembre 2020

HONG KONG AL SUO BIVIO FINALE

Il 2 luglio scorso Simon Jenkins ha scritto sul Guardian un articolo che iniziava così “ Quando nel 1997 raccontai le cerimonie per il passaggio dei poteri a HK c’era una domanda sulle labbra di tutti: quanto durerà l’accordo per   “una nazione, due sistemi”? Le ipotesi erano: cinque anni, forse dieci, ma non certo i cinquanta promessi. Certamente al primo segnale di problemi la Cina cancellerà dalle mappe questo brufolo imperialista. Nessuno pensava che potesse durare 23 anni”E poi, nel suo articolo di luglio scorso affermava che pensare di poter influenzare l’autoritarismo cinese è pura fantasia. Ciò che importa a Pechino è solamente ciò che si pensa a Pechino, non all’estero. Purtroppo l’idea prevalente negli anni ’90 era che le ex-colonie occidentali sarebbero state la punta avanzata della democrazia universale.  Questa ambizione era pura fantasia. HK è parte della Cina ed il tentativo di porre un cuculo liberale nel nido cinese era assurdo. Xi ha tollerato le azioni di Joshua Wong e dei suoi colleghi per un po’, ma certamente se si fossero spinti troppo in là li avrebbe ridotti al silenzio. Come sostenevano le menti più lucide della città, i radicali avrebbero potuto godere solo le libertà che erano state loro concesse. Ora hanno perso tutto. L’unica cosa che l’Inghilterra può fare è concedere il passaporto britannico e accogliere in patria tutti i cittadini di Hong Kong che lo vorranno, come avevano promesso nel 1997.

Come al solito questo giornale si distingue per la sua lucidità di giudizio.

In un lunghissimo articolo del 20 luglio 2020 nella sezione “La Cina in pillole” vi avevo parlato della legge sulla sicurezza nazionale promulgata a Pechino e applicabile immediatamente ad Hong Kong. Essa aveva numerosi seri dubbi di incostituzionalità, ma i giuristi e la stampa locale si diedero tempo per verificare nei fatti ciò che sarebbe accaduto. Per qualche mese le cose sono andate avanti in maniera sostanzialmente regolare e lo stato di diritto e la common law sono state applicate applicate. L’undici novembre è invece accaduto ciò che si temeva. Un intervento diretto della Cina, su richiesta della Chief Executive (la governatrice) di Hong Kong ha deciso l’espulsione di quattro membri del Parlamento della Città. Nessun commentatore ha ritenuto che ci fosse una base giuridica a questa azione.

Vi riassumo un po’ i fatti per spiegare ciò che è successo, cercare di capire perché, e immaginare una prima ipotesi per il futuro.

Quattro membri del Parlamento sono stati espulsi l’undici novembre, poco dopo una risoluzione del Parlamento cinese che autorizzava Carrie Lam a espellere i parlamentari senza una sentenza giudiziaria. Su questa base potevano essere espulsi parlamentari colpevoli di supportare l’indipendenza di Hong Kong e/o collusione con Paesi stranieri o azioni che comunque potessero mettere in pericolo la sicurezza nazionale.

Sia la costituzione di Hong Kong che la legge sulla sicurezza nazionale promulgata in giugno considerano queste azioni un reato grave ed una violazione del giuramento di lavorare per il bene della Patria e nel pieno rispetto delle istituzioni. La costituzione però prevede che l’espulsione si possa fare dopo una votazione del Parlamento nella quale è necessario un quorum dei due terzi, ed una possibilità successiva di adire alla corte suprema. Tutti questi passaggi sono stati saltati. Mentre la promulgazione della legge sulla sicurezza nazionale aveva degli appigli giuridici, questa volta la violazione è assolutamente palese.

Perché? Nel parlare di geopolitica, il tentativo di rispondere a questa domanda è assolutamente obbligatorio.

Bisogna anzitutto premettere che, in preparazione delle liste per le prossime elezioni (poi rinviate per il Covid) questi quattro parlamentari, assieme ad altri candidati, non erano stati ammessi sulla base delle stesse motivazioni adottate ora. Ciò però era stato fatto applicando leggi e procedure. Inoltre già 4 o 5 anni fa un deputato era stato espulso senza creare alcuno scalpore internazionale, ma anche in quel caso si era agito secondo la legge. Anche in Italia del resto, ancorchè molto raramente,  abbiamo avuto delle espulsioni come nel caso di Silvio Berlusconi, sulla cui legittimità ancora si dibatte.

La domanda di prima, perché?, diventa ancora più importante visto che bastava aspettare e questi quattro parlamentari sarebbero comunque usciti dal Parlamento.

La maggior parte dei commentatori sostiene che il governo cinese abbia voluto approfittare di un momento in cui lo sguardo internazionale era rivolto ad altro: il Covid e le problematiche interne alla politica americana. Mi sentirei di escluderlo senza alcun dubbio. Come ha detto Jenkins nell’articolo sopra citato, quando Pechino prende una decisione, guarda solo all’interno del suo enorme Paese senza curarsi dell’opinione internazionale. Ciò è ancora più vero oggi in cui considera inevitabile il “decoupling” con l’economia e la politica America.  Il recentissimo accordo economico che include tutti i Paesi del Pacifico ad eccezione dell’India (il vero rammarico di Xi Jinping) ne è la prova.

Allarghiamo un po’ lo sguardo. Con l’espulsione di questi quattro deputati, l’opposizione perde la possibilità di bloccare alcuni provvedimenti che richiedono una maggioranza qualificata. E’ già una spiegazione importante, soprattutto vista insieme a un'altra novità: l’opposizione ha cominciato ad adoperare pratiche ostruzionistiche per bloccare o ritardare l’attività del Parlamento. E’ questa una pratica normale (anche troppo in Italia), usata in molti Paesi Occidentali, ma assolutamente incomprensibile nella mentalità Cinese. “Accettiamo il concetto di dominio della maggioranza – si dice – ma se la minoranza sa che perderà comunque, perché deve ritardare l’approvazione di un provvedimento, anche di quelli che potrebbero essere accettabili?”.

Un altro punto. La Cina vuole rilanciare in grande stile la propria economia. Il nuovo Piano quinquennale, delineato pochi giorni fa nell’assemblea del PCC, si pone obiettivi ambiziosissimi per lo sviluppo dei prossimi cinque anni e sul medio termine. Xi Jinping ha già messo in conto che dovrà affrontare l’opposizione degli USA e di chi si accoderà ad essi, ma non è più disponibile ad accettare la spina del fianco costituita “da un gruppo di radicali” che guardano all’America piuttosto che alla madrepatria cinese. Xi è sicuro che nessun cinese penserà mai che Hong Kong, Macao e Taiwan possano separarsi dalla madrepatria e quindi si opporrà ad azioni che possano minare l’irredentismo ed il nazionalismo assolutamente maggioritario. Hong Kong quindi potrà godere per i 50 anni promessi delle libertà concesse dal trattato ma entro limiti ben precisi e sui quali nessuna indecisione sarà tollerata. Il governo cinese ha pianificato il futuro della Great Bay area che include Shenzhen, Zhuhai, Canton ed anche Hong Kong. Se quest’ultima vorrà farne parte sarà sicuramente bene accetta, altrimenti la Cina ne farà a meno e la lascerà morire. Nel 2047 poi l’integrazione dovrà essere completata. Fra venticinque anni  però cosa sarà la Cina? E cosa sarà l’occidente?

E’ molto duro da accettare, ma questa è la realtà. Se dietro i proclami di quei giovani che reclamavano l’indipendenza di Hong Kong, o come minimo l’imposizione di sanzioni alla Cina, non ci fosse stato l’appoggio esplicito dell’Occidente e qualche manina nascosta degli USA a cui HK faceva gioco nella battaglia di Trump, forse oggi sarebbe stato possibile mantenere diritti e libertà ormai perdute.

La reazione degli altri membri dell’opposizione è stata immediata: si sono dimessi. E’ senz’altro un gesto di protesta nobile e forse necessario, ma era opportuno? La parola “aventiniani” come tutti sapete, fu coniata ai tempi degli antichi romani e non sto qui a ripetervi la storia. Ma questa azione ha mai funzionato? Se guardiamo alla storia italiana del ‘900 pare proprio di no. Nessune se ne curò, anzi Mussolini ebbe mano assolutamente libera! In una situazione più vicina a quella attuale nel tempo e nello spazio, possiamo guardare a Singapore che sia l’Occidente che la Cina paradossalmente considerano un faro in Oriente. Negli anni ’60 il “Fronte Socialista”, formato dai membri della sinistra del PAP (il partito di Lee Kuan Yew) che erano stati espulsi costituivano una formidabile forza politica a Singapore. Fecero però un gigantesco errore politico decidendo di non partecipare alle elezioni del 1968. Il PAP ottenne tutti i seggi parlamentari. Il fronte Socialista perse sostegno fino al completo dissolvimento nel Partito dei Lavoratori, di opposizione moderata nel 1988. In sintesi Lee Kuan Yew restò primo ministro per 31 anni. Successivamente passò la mano, restando però “ministro mentore”, fino all’ascesa al potere del figlio, che ancora oggi governa la città Stato.

A maggior ragione a Hong Kong. Le dimissioni di tutti i membri dell’opposizione erano un regalo inaspettato,al di là di ogni più rosea previsione del governo di Pechino e di Carrie Lam, che ora potrà far passare tutti i provvedimenti che riterrà opportuni senza alcuna opposizione tranne quella di piazza che verrà facilmente bloccata. L’analogo gesto di Joshua Wong che, in segno di protesta, si è dichiarato colpevole nel processo che si sta tenendo in questi giorni per i recenti disordini, e nel quale rischia cinque anni di carcere, sarà assolutamente inutile. L’agenzia ufficiale cinese Xinhua ha scritto il 23 novembre “Joshua Wong, istigatore dei disordini a Hong Kong,  ed altri due imputati, si sono dichiarati colpevoli lunedì in tribunale. L’accusa aveva mostrato parecchi video in cui Wong incitava la folla. La corte si è aggiornata al due dicembre per la sentenza.”  Caso chiuso. Molto probabilmente Wong verrà incarcerato essendosi dichiarato colpevole e su di lui cadrà il silenzio.

Hanno fatto bene? Fin da quando Hong Kong passò alla Cina nel 1997, i “Pan democrats”, a parte il rifiuto iniziale di partecipare al governo provvisorio, aumentarono i propri e voti e la loro presenza sia numerica che effettiva nella classe politica della città, anche perché i rappresentanti del potere cinese si rendevano conto che essi rappresentavano una parte significativa della popolazione ed avevano con essi un dialogo utile, pur sapendo che essi non approvavano la linea politica. Fin dall’inizio però l’opposizione aveva due anime. Una favorevole ad esprimersi all’interno del sistema e l’altra più portata a portare in piazza le proprie opinioni. Nel 2014 le proteste di “Occupy  Central” trasformarono sostanzialmente il clima politico di Hong Kong in favore di atteggiamenti estremisti e di separatismo. L’idea dell’indipendenza si mostrò apertamente con  i disordini dell’anno scorso. Allo stesso tempo i democratici moderati tradizionali furono messi da parte e lo saranno a lungo.  Infatti Pechino non li considera più una controparte  significativa e i radicali li considerano troppo compromessi con il potere.

Cosa decideranno i Pan democrats? L’anno prossimo ci saranno nuove elezioni  e probabilmente i vecchi parlamentari non saranno candidabili. Il partito si presenterà unito? In ogni caso saranno necessari canditati nuovi e soprattutto una nuova strategia che ispiri speranza al governo centrale ed alla popolazione.

L’anno scorso i vari leaders operarono su tre fronti: nelle piazze, nelle istituzioni, e nei contatti con i governi esteri. La nuova legge sulla sicurezza stroncherà sul nascere nuove manifestazioni. Il supporto straniero si concretizzerà solo in affermazioni retoriche e azioni inefficaci che irriteranno ancora di più il governo della madrepatria. Se i pan-democrats rinunzieranno anche ad un’opposizioni nei termini consentiti dal governo centrale, ciò sarebbe una gravissima perdita per il futuro della città che verrà sempre di più marginalizzata.

Hong Kong ha bisogno assoluto di un’opposizione reale e moderata che agisca nei limiti di “un Paese e due sistemi” tenendo ben presente che si tratta di un Paese e non una confederazione di due Paesi diversi. La Cina, lentamente, con i tempi di tutto il mondo asiatico, si evolverà come ha fatto fino ad ora. Non dimentichiamo che Deng Xiaoping già vent’anni fa guardava a Singapore come suo obiettivo finale e forse si arriverà a qualcosa di simile. La Cina però non sarà mai una democrazia di stile occidentale, come per altro non è alcun Paese asiatico.

E noi, in Occidente, vorremo essere gli autori della distruzione di Hong Kong in virtù  di ideologie che abbiamo cercato di applicare con le armi in Libia, Iraq, Vietnam o con colpi di stato come il Cile di Allende etc. creando solo disastri?

Infine, permettetemi di insistere, cosa avremmo fatto in Italia se l’Alto Adige si fosse opposto in maniera violenta, e con più diritti di Hong Kong, all’annessione all’Italia?   

PS: oggi un interessante editoriale del South China Morning post fa notare che circa metà dei cinquant’anni menzionati dal trattato sono passati. Certamente la transizione da “due sistemi” a “un sistema” non si potrà fare in un giorno girando un interruttore; Pechino ha quindi approfittato della situazione attuale per iniziare, molto lentamente, questo passaggio. In questo momento si limiterà a chiedere ai funzionari pubblici ed ai giudici di “essere Patrioti”, vale a dire porre di più l’accento su “un Paese” che su “due sistemi”. Cercherà inoltre di limitare l’atteggiamento “indipendentista” dei giudici e il reclutamento a tempo determinato di giudici di alto grado inglesi,  ora in pensione. E’ senz’altro un’ipotesi interessante. Staremo a vedere. Un’opposizione moderata e matura dovrà prendere atto che Hong Kong è parte integrante della Cina, acquisirne i vantaggi e cercare di limitare gli svantaggi. Del resto la Cina si sta, molto lentamente, incamminando verso la “rule of law” piuttosto che sulla “rule by law”. I cittadini di Hong Kong potranno assumere un ruolo guida dall’interno in questa lunga transizione, ma dovranno accettare l’idea che il concetto di democrazia come lo intendiamo in Occidente non si realizzerà mai in Asia.

 

 

 

 

 

 

29. set, 2020

29 settembre 2020

FANG FANG – Wuhan Diari da una città chiusa

29. set, 2020
29. set, 2020

PARTE PRIMA

Il 3 gennaio, come ogni anno, ero a Pechino per una decina di giorni: era l’occasione per festeggiare con i miei amici locali il Capodanno occidentale appena trascorso e quello cinese che si sarebbe celebrato di lì a poco. Quest’anno non fece eccezione. Incontrai due miei colleghi, un cinese e un americano che erano convalescenti (ancora con una voce cavernosa e una bruttissima tosse) da una “polmonite anomala” e scherzammo amichevolmente sul “morbo di Wuhan” che probabilmente aveva colpito anche loro anche se Pechino era lontana. Più o meno ogni sera ero invitato ad una cena di festeggiamenti con i soliti innumerevoli “campai”. Ognuno si preparava, come da tradizione a fare ritorno nel luogo d’origine della propria famiglia  per festeggiare lo Spring Festival. In sostanza tutto come ogni anno. Di tanto in tanto si parlava però di questo misterioso focolaio epidemico che era scoppiano a Wuhan; ci si chiedeva come si sarebbe sviluppato ma nessuno era particolarmente preoccupato. Del resto Wuhan era lontana! Appunto, Wuhan era lontana, quindi che problema c’era? Perché turbare i giorni più importanti dell’anno?

Tornato in Italia, ricordandomi dell’epidemia di SARS di molti anni fa, comprai su Amazon una scorta di mascherine di vario tipo… non si sa mai, anche se fui preso in giro per le mie precauzioni assurde, tipiche di un vecchio. Del resto Wuhan era lontana, anche se l’OMS aveva già lanciato l’allarme. Passarono i giorni, il 31 gennaio, a seguito di un rinnovato allarme dell’OMS, il governo dichiarò lo stato di emergenza su tutto il territorio nazionale. Credo che fosse la prima volta dalla fine della guerra, ma nessuno, uomini politici, giornalisti, media di tutti i tipi, si preoccupò di informare la popolazione. Del resto Wuhan era lontana! Già erano stati scoperti casi in Tailandia, Corea, Giappone, Taiwan, ma Wuhan era lontana dall’Europa e nessuno se ne preoccupò anche se l’epidemia era ormai nascosta ma presente in mezzo a noi e la diffusione ormai notevole. Si diceva che eravamo in pieno inverno, si trattava delle consuete complicazioni dell’influenza, e non poteva essere certo il coronavirus, Wuhan era lontana!.  A metà febbraio un italiano si presentò in ospedale con una brutta polmonite e fu ricoverato. Finalmente un’anestesista del reparto di rianimazione ebbe il dubbio che si trattasse di qualcosa di molto peggio e chiese l’autorizzazione per sottoporlo a un tampone… un semplicissimo tampone, come tantissimi che vengono poggiati in gola ad adulti e bambini durante l’inverno, anche se questa volta l’analisi era più complessa… Le fu risposto che nella situazione al momento del paziente, il tampone non era previsto dai protocolli, ma “sotto la sua responsabilità” poteva eseguirlo! Era il convenzionale “paziente uno” del corona virus. E fu il panico! Ne fummo tutti colti impreparati, ordini e contrordini si susseguirono specialmente in Lombardia e Veneto, dove il virus era comparso. Non era stato approntato alcun piano. Del resto Wuhan era lontana! Era lontana? Con i mezzi di comunicazione di oggi? Ma di questo abbiamo già parlato.

Riprendo oggi il discorso per parlarvi di un libro, un diario che una scrittrice di Wuhan, Fang Fang appunto, anche se il suo vero nome è Wang Fang scrisse giorno dopo giorno, chiusa nella sua casa al centro di Wuhan. L’ho letto tutto d’un fiato, rivivendo momento per momento ciò che avevo vissuto con la mia famiglia a Pavia dove ero stato bloccato dal “lock down” generale. Ho ricordato l’ululato delle sirene che rompevano il silenzio della notte entrando e uscendo dal San Matteo, uno dei centri d’eccellenza nazionale, la preoccupazione quando dovevo uscire per fare la spesa, guardando con sospetto gli eventuali, pochi, passanti e allontanandoci uno dall’altro al momento dell’incrocio, la polizia che spesso mi fermava per chiedermi “l’autocertificazione”. Mi sembrava di rivivere la peste descritta da Manzoni nei Promessi Sposi che rilessi per l’occasione su Internet. E poi l’oppressione nello stare rinchiuso, la preoccupazione di ciò che sarebbe potuto succedere a ciascuno di noi, specialmente i più anziani per i quali il morbo era veramente pericoloso. Era ben noto infatti che l’ospedale non era in grado di ricevere più nessuno che non avesse sintomi così gravi da essere sostanzialmente in punto di morte. Più di una volta durante la notte mi sono scoperto a escogitare piani più o meno cervellotici su ciò che avrei fatto qualora uno dei miei cari avesse avuto alcuni dei sintomi tipici del virus. Certo non avrei accettato di star lì ad aspettare il destino. E poi cosa era successo ai miei amici, quasi tutti anziani? Seppi dopo che due non erano sopravvissuti.

Ecco, questo è ciò che ho provato leggendo quel libro. Secondo me il Diario è la dimostrazione evidente che, cambiando il nome della città, la stessa cosa si potrebbe scrivere per Milano, Parigi, Madrid o New York. Come al solito l’uomo, i suoi sentimenti, le sue paure, il senso d’impotenza ed il bisogno di “trovare un colpevole possibilmente lontano” è uguale sotto tutte le latitudini, come d’altro canto è stata uguale l’incapacità di tutti i governi del mondo di reagire a questa emergenza come avremmo dovuto aspettarci nel ventunesimo secolo.

Voglio farvi un rapido parallelo, richiamando ciò che è successo da noi con le date in cui le stesse cose sono descritte nel diario.

-          La preoccupazione e l’incredulità iniziale. Tutti noi fummo sorpresi e sbigottiti quando scoprimmo la presenza del virus e la velocità con cui si stava diffondendo. Era davvero così pericoloso, era proprio necessario chiudersi in casa?  25 gennaio

-          Le istituzioni esitarono ad imporre le mascherine. E del resto esse non erano abbastanza per le necessità della popolazione, I prezzi salirono e cominciò il mercato nero: 27 gennaio,

-          Ricordate gli avvisi? Non recatevi in ospedale se non avete febbre alta, scomparsa dell’odorato, e mancanza di respiro! Quanti telefonarono al medico di base che suggerì di stare ancora in casa, specie in Lombardia dove la situazione era disperata?: 3 febbraio,

-          Quanti morirono in casa in attesa di un ricovero che non arrivò mai? Mi riferisco di nuovo al nord Italia: 31 gennaio,

-          Il dolore, il senso di colpa e la disperazione di chi ha visto morire un proprio caro senza poterlo aiutare e di tutti quelli che sono morti in ospedale senza ricevere una carezza da un congiunto. Le ultime parole alle infermiere “Dite a mia moglie e ai miei figli che li benedico”: 2 febbraio, 9 febbraio, 13 marzo, 17 marzo,

-          Ricordate le varie dichiarazioni?  Se vuole fare un tampone lo faccia pure sotto la sua responsabilità perché il protocollo non lo prevede; è’ poco più di un’influenza; Milano deve vivere; ci stanno privando della libertà:  perché quell’area non è stata chiusa?; è responsabilità del governo, no, delle regioni, noi abbiamo seguito le regole; il virus non esiste; il governo e i poteri forti vogliono ridurci in schiavitù : 12 febbraio, 27 febbraio, 29 febbraio,  9 marzo,

-          La rabbia contro i governanti che non hanno capito in tempo la gravità della situazione: 26 gennaio, 28 gennaio, 12 febbraio, 13 febbraio, 7 marzo, 18 marzo,

-          Quanti di noi non conserveranno nella memoria l’immagine dell’infermiera distrutta dalla stanchezza con la testa poggiata sul tavolo del computer, oppure le foto dei sanitari con il viso segnato dalla continua presenza delle mascherine? Dovremmo dare una medaglia al valor civile a tutti i sanitari morti in prima liea sul campo. Sarebbe una magra consolazione per le famiglie, ma pur sempre un ringraziamento perenne da parte della Patria per la quale hanno sacrificato la vita: 7 febbraio,

-          Vi ricordate i morti nelle case di riposo? Fu noncuranza, incapacità oppure speculazione economica? Se ne è parlato per un po’ e poi più nulla: 24 febbraio,

-          Ripresosi dalla sorpresa, il governo in primis, ma più in generale le istituzioni sono state capaci di una reazione efficace: 5 febbraio,

-          Purtroppo le parti politiche anche in questo caso si accusarono l’un l’altra di incapacità. Questo tipo di accuse, com’è ovvio, lasciano il tempo che trovano. Ma oggi dobbiamo chiederci seriamene e serenamente: è chiaro che non esistevano precedenti a cui riferirsi, ma è stato fatto tutto il possibile in buona fede o ci sono state delle valutazioni dovute a interessi nascosti? Cosa dobbiamo cambiare? Secondo me un colpevole c’è ed è la politica, tutta la politica. Anche in questa tragedia le parti politiche non sono state in grado di fare un fronte comune ma hanno badato essenzialmente al proprio tornaconto elettorale. Salvo solo il governo (mi riferisco solo alle persone al governo) che, trovandosi in mezzo alla tempesta, ha dovuto restare saldamente al timone fino alla fine ed al Presidente della Repubblica che discretamente lo ha sostenuto  : 27 febbraio,

-          Gli scontri verbali sui social: 16 febbraio, 18 febbraio, 10 marzo, 11 marzo, 15 marzo, 20 marzo,

-          La cooperazione internazionale degli scienziati, in opposizione ai contrasti politici: 22 marzo, 24 marzo

Voglio spendere però due parole su alcune, poche, differenze

Si è parlato subito di “virus Cinese”. E’ vero, questo virus ha fatto il salto di specie in Cina, anche se le ultime ricerche fanno pensare che ciò sia successo nel Guandong e solo uno o due mesi dopo si sia diffuso nell’Hubei, a Wuhan, che da millenni è stato un punto di scambio a livello mondiale. Si è detto: tutte le epidemie partono dalla Cina! Non è vero. io stesso ho detto che la peste che decimò l’Europa nel 1200-1300 è nata nell’Hubei, ma la “Spagnola” che causò all’inizio del ‘900 molti più morti del Covid è nata negli Stati Uniti, l’Ebola è nata in Africa, la pandemia influenzale 2009-2010 (284000 morti stimati) in Messico, “Mucca pazza” in Europa, la “MERS” in Medio Oriente, il “morbo del legionario”  nel Mediterraneo. E che dire dell’HIV” o “AIDS” come preferite? E’ una peste per cui non esiste vaccino dopo vari decenni. Non si tratta di un’epidemia nata da qualche parte in America che ha invaso il mondo? Ha senso colpevolizzare un Paese perché un’epidemia è nata lì?

Si è argomentato che questa volta è corretto attribuire delle colpe per tre motivi.

  • Trump ha dichiarato di avere le prove che questo virus era uscito colposamente o dolosamente da un laboratorio cinese e al momento opportuno le avrebbe mostrate al mondo. E’ passato quasi un anno e queste prove non si sono viste, anzi gli esperti internazionali ritengono che il virus sia di origine naturale.
  • Tutto l’occidente è convinto che i Cinesi in maniera colpevole  abbiano nascosto al mondo l’esistenza e la natura dell’epidemia. Credo che anche questo non sia vero. Nel mondo occidentale si seppe il giorno 1 gennaio che esisteva questo focolaio epidemico. I Paesi che presero sul serio questa dichiarazione (Tailandia, Corea del Sud, Giappone, Taiwan) si misero immediatamente in allarme e identificarono subito i primi casi già fra il sette e il venti gennaio.  In questi Paesi il Covid ha colpito molto di meno. In Italia per tutto il mese di gennaio non si è fatto niente (e oggi sappiamo che il virus era già fra noi), il 31 gennaio fu dichiarato lo stato di emergenza nazionale, il virus stava già dilagando ma fu considerato “una normale complicazione dell’influenza” fino a quando un’anestesista “sotto la sua responsabilità” fece un tampone e il 18 febbraio fu finalmente diagnosticato il primo caso. Peggio di noi in Francia dove già all’ospedale di Colmar, come si legge sull’Ansa del 7 maggio, passando in rassegna retrospettiva 2456 scanner toracici effettuati fra il primo novembre e il 30 aprile  si sino evidenziati contagi di coronavirus già dal 16 novembre. Secondo il Corriere (cito a memoria) in novembre sarebbero  stati decine o centinaia. Il peggio è successo negli USA dove Trump ha dichiarato di essere stato al corrente del virus e della sua pericolosità ma di averlo taciuto per non turbare la popolazione. Come si legge nel diario di Fang Fang (ma già si sapeva) anche in Cina c’è stato un ritardo ma, come in tutto il resto del mondo, ignoranza, superficialità e burocrazia lo hanno determinato. Tutto il Mondo è Paese. E’ imperdonabile il fatto che la politica si sia impadronita di una tragedia GLOBALE per i suoi scopi assurdi e meschini,

Chiudo con due parole sulla censura in Cina. E’ assolutamente indubbio, e chiunque abbia Wechat o entri comunque in un sito cinese, si rende conto facilmente che molti post sono cancellati dalla censura. Lo sanno tutti, anche gli stranieri. Ovviamente per noi Occidentali è qualcosa di disgustoso e inaccettabile, ma vi assicuro che in Cina lo è molto di meno e ne ho spiegato i motivi in altre occasioni. Del resto sanno di avere una serie di circuiti paralleli per tenersi informati. L’esistenza di questo diario ne è la prova. Sarebbe stato possibile, e più semplice, convocare Fang Fang in questura ed imporle il silenzio come fu fatto con il dott. Li, ma si è permesso che i suoi post abbiano ricevuto quasi 400 milioni di contatti. Ciò è successo perché in Cina è sostanzialmente accettato che vengano rivolte critiche anche forti rispetto a ciò che non funziona, purché non si tenti di contestare le direttive strategiche del governo centrale. Anche questo per noi è inaccettabile, ma c’è molto di confuciano in questo atteggiamento. Chiediamoci però perché quando tutti in Cina sapevano da gennaio del morbo di Wuhan, perché quando tutti gli stranieri hanno accesso a Wechat e agli altri social cinesi, i nostri giornalisti residenti a Pechino non abbiano saputo darci in tempo reale la notizia del dramma che stava vivendo la Cina e che certamente ci sarebbe caduta addosso. Come minimo sarebbe stato sufficiente leggere o farsi raccontare i diari di Fang Fang in tempo reale  

 

PARTE SECONDA

Ma voglio parlarvi di questo libro. Ogni sera, subito dopo la mezzanotte FF scriveva su Weibo, uno dei social più diffusi in Cina,  quattro o cinque pagine di diario, lette immediatamente dai suoi circa quattro milioni di followers che aspettavano pazientemente di poterlo fare immediatamente. Nessuno era infatti sicuro che la mattina successiva la censura non lo avrebbe cancellato. Ciò successe spesso, ma il diario era già stato letto e copiato su un’infinità di altri social che lo diffondevano all’infinito. Secondo il Guardian, sul solo WEIBO, il diario è stato visto 380 milioni di volte, determinato 94000 discussioni, e 8410 post correlati. Ho fatto una mia microscopica verifica: tutti, dico tutti, i miei amici cinesi lo hanno letto. Ho scelto alcune frasi, secondo me esemplificative del contenuto del diario. Sono circa 5 pagine estratte da un libro di quasi 400 ma spero che siano sufficienti. Leggetele, ne vale la pena. Per chi fosse interessato, il libro è oggi anche in italiano.

25 gennaio

Wuhan è stata blindata … e io mi sono ritrovata in quarantena, proprio qui, in questa città…Ho ricevuto messaggi da molte persone che mi chiedono come sto. Sono tutti preoccupati e vogliono farmi sentire la loro vicinanza

26 gennaio

La conferenza stampa che si è tenuta ieri è diventata un trendic topic su internet. Un sacco di gente sta criticando on line quei funzionari. I tre rappresentanti del governo sembravano sfiniti e depressi, ma questo non fa che dimostrare quanto sia confusa la situazione. Ma sento pena per loro. Di sicuro hanno dei familiari qui a Wuhan, e quando hanno tentato di assumersi la responsabilità di quanto stava accadendo mi è sembrato che fossero sinceri… Durante la prima fase dell’epidemia, i funzionari di Wuhan non hanno preso seriamente il virus.

27/28 gennaio

Ciò che preoccupa i cittadini al momento è la carenza di mascherine…….Queste mascherine monouso sono piuttosto superflue…..Secondo i medici solo le mascherine N95 <ffp2> sono veramente efficaci contro la diffusione del virus, ma è impossibile procurarsele. Quelle vendute online risultano esaurite…. Xiao Yuan, un mio vecchio amico, dopo aver letto il mio post sulla carenza di mascherine, me ne ha fatto trovare tre pacchi sulla soglia di casa! Ero commossa. E’ bello avere degli amici su cui poter contare…Ne darò alcune alla mia collega. E’ appena venuta a prenderle e in cambio mi ha portato un po’ di verdura fresca. E’ davvero come se fossimo una piccola comunità che lavora insieme per superare questo momento difficile

28 gennaio

In via Baiubuting 40000 persone si erano riunite a mangiare insieme durante una festa. Ho usato parole piuttosto dure…. Organizzare un evento così dovrebbe esser una  forma di reato… Oggi in quell’area si sono confermati numerosi nuovi casi di corona virus… Il sindaco Zhou sta girando incessantemente per tutta la città… dal suo volto traspaiono angoscia e stanchezza. Credo sia consapevole di ciò che gli accadrà una volta che la situazione si sarà stabilizzata… Tuttavia lui è ancora alla guida della nostra città; deve farsi forza e concentrarsi sulle questioni più urgenti

31 gennaio

<un mio conoscente> dopo essersi ammalato è stato iscritto in una lista di attesa per il ricovero in ospedale, ma quando gli hanno comunicato che si era liberato un posto letto lui era già deceduto. Mio Dio, quante famiglie qui a Wuhan usciranno distrutte da questa tragedia? E finora nessuno mi sembra che abbia chiesto scusa o si sia assunto la responsabilità di tutto ciò, mentre c’è una quantità infinita di persone che scrive articoli e rilascia dichiarazioni per scaricare la responsabilità su altri.

Ho guardato un’intervista … che parlava di una clamorosa vittoria contro il virus. Sono rimasta senza parole. Dai un’occhiata a Wuhan! Dai un’occhiata al Paese! Milioni di persone stanno vivendo nel terrore, migliaia di pazienti sono ricoverati in ospedale, le loro vite appese a un filo, innumerevoli famiglie sono state distrutte…

2 febbraio

Oggi il filmato che ho guardato è stato quello di una ragazza che gridava e piangeva mentre si trascinava dietro il carro funebre di sua madre: La sua mamma era morta e ora portavano via ciò che restava: la ragazza non le potrà dare una degna sepoltura, probabilmente non saprà nemmeno che fine faranno le sue ceneri… Ci sono decine di migliaia di giovani volontari impegnati in prima linea a combattere contro l’epidemia: Lo fanno di loro spontanea volontà, utilizzando le piattaforme social come We Chat per organizzarsi e agiscono alla luce del sole. Sono incredibili!

3 febbraio

Ci sono alcuni filmati online che non riesco più a guardare, sono troppo strazianti. Ma dobbiamo rimanere calmi e lucidi….un mio amico medico, uno di quelli impegnati ad affrontare l’emergenza in prima linea, ha dedicato alcuni minuti a rispondere alle mie domande.<Mi ha detto> …..Le risorse di cui dispongono sono sufficienti per altri due o tre giorni…. Gli ospedali più piccoli sono quelli in maggiore difficoltà.. Rispedire nelle comunità i pazienti con la febbre per i quali si sospetta un corona virus non è affatto opportuno. Queste piccole comunità non dispongono di professionisti esperti né di dispositivi di protezione idonei…

5 febbraio

Oggi ho letto un articolo che mi è sembrato interessante… I pazienti sono stati divisi in tre diverse categorie di isolamento. L’ospedale H e il L <gli ospedali costruiti in pochi giorni>insieme ad altri specifici ospedali sono le strutture appartenenti al livello 1, responsabili dell’isolamento e del trattamento dei pazienti più gravi. Gli undici nuovi ospedali provvisori appartengono al livello 2  e si occupano dei pazienti affetti da forme più lievi di infezione. Gli hotel e le scuole sono invece le strutture del livello 3, incaricate di isolare i casi sospetti di coronavirus e chi è stato a stretto contatto con persone contagiate. Una volta isolati questi tre gruppi di persone si procederà con una sterilizzazione completa della città… Da quando l’esercito ha messo piede a Wuhan ho notato un improvviso miglioramento dell’efficienza con cui stanno affrontando la crisi

7 febbraio

Ieri è morto il dott. Li Wenliang <l’oculista che per primo parlò di epidemia trasmissibile da uomo a uomo> e io mi sento distrutta… Stasera la città di Wuhan piange la morte di LWL. Mai avrei immaginato che l’intero Paese lo avrebbe pianto…Il contagio si diffonde con molta più rapidità e il comportamento strano e incomprensibile del virus lascia perplessi persino i medici più esperti… chi soffre di più è il personale medico…Ho sentito che oltre a LWL almeno altri tre dottori sono morti a causa del virus. In pratica in tutti gli ospedali ci sono operatori sanitari che si sono ammalati. Hanno sacrificato la loro salute e in alcuni casi la loro vita pur di salvare i pazienti. Il mio amico medico <mi ha detto> quando hanno iniziato ad ammalarsi quei medici sapevano che si trattava di un’infezione contagiosa, ma nessuno aveva il coraggio di dirlo, avevano tutti paura di essere messi a tacere. Ma non si può rinunciare a parlare soltanto perché qualcuno ti dice di non farlo. Perché l’amministrazione dell’ospedale non può dire la verità?.. In confronto a qualche giorno fa, la gente che tendeva a essere ottimista, ora sembra un po’ più oppressa e sconfortata. Sono tutti chiusi da ormai troppo tempo nei loro minuscoli appartamenti

9 febbraio

Ci sono pazienti che pensavano che la vita sarebbe continuata tranquilla come sempre: pensavano che se si fossero ammalati sarebbero semplicemente andati dal dottore. Non erano assolutamente preparati all’eventualità di morire in modo tanto inaspettato, né di vedersi negare le cure mediche. Non è possibile immaginare il dolore e il senso di disperazione che devono aver provato prima di morire…. Vorrei dire ai miei cari censori su internet: dovreste lasciar parlare le persone di Wuhan, dovreste permettere loro di dire ciò che vogliono. Si sentirebbero meglio se potessero liberarsi dal peso che hanno sul cuore…Nei prossimi giorni andremo avanti come sempre. Continueremo a sostenere il governo rimanendo chiusi in casa e tenendo duro fino alla fine.

12 febbraio

Mi chiedo: quand’è che questi funzionari pubblici smetteranno di scattare foto commemorative e cominceranno a lavorare? Quand’è che i leader politici inizieranno a fare visita agli ospedali senza pretendere che le persone cantino canzoni di ringraziamento o mettano su degli spettacoli in loro onore? Solo quando capiremo cos’è il buon senso saremo in grado di occuparci delle questioni pratiche. In quale altro modo possiamo aspettarci di mettere fine alle sofferenze della gente?

13 febbraio

Hanno finalmente rimosso la persona incaricata di guidare la battaglia contro l’epidemia, qui a Wuhan. I dirigenti dell’Hubei rimossi dall’incarico non sono stati mai all’altezza del loro compito, che è quello di proteggere questa regione e di tutelarne la popolazione. Hanno fatto sì che questa città e i suoi abitanti vivessero un dolore terribile, mandarli via è l’unico modo per placare la rabbia…In passato, l’imperatore tendeva a non servirsi più dei funzionari che avevano commesso errori tanto gravi da provocare danni irreparabili al popolo e al Paese. Credo che bisognerebbe usare lo stesso approccio in questo caso: altrimenti questi dirigenti se la caveranno fin troppo facilmente.

16 febbraio

Un altro utente di Weibo ha commentato “Quando Fang Fang scrive on line cose come “un mio amico medico mi ha inviato una foto, o un mio compagno di classe è morto, o è successo questo e quest’altro a un mio vicino”, non nomina mai le persone in questione, sta solo cercando di diffondere paure. Basta leggere i suoi ultimi post per vedere che ha creato un bel gruppetto di personaggi anonimi, si potrebbe definire un’interessante opera letteraria. Eccolo qui un altro idiota privo di buon senso. Queste persone sono appena morte e le loro famiglie sono ancora devastate dal dolore: pensi davvero che debba infliggere altro dolore diffondendo online i nomi dei loro cari? Pensi davvero che vogliano che tutti sappiano quanto stanno soffrendo? Io vivo a Wuhan e ho studiato qui, i miei vicini di casa e i miei compagni di scuola abitano in questa città. I miei scritti sull’epidemia sono pubblici, non credi che la gente che conosco mi direbbe qualcosa se mi stessi inventando tutto?... Vi chiedete cos’è una catastrofe? Una catastrofe è quando un ospedale nel giro di due giorni riempie un intero fascicolo di certificati di morte, mentre di solito impiega alcuni mesi. Una catastrofe è quando il carro funebre che trasporta i cadaveri al forno crematorio, invece di caricare una singola bara, carica un mucchio di corpi chiusi nei sacchi. Una catastrofe non è quando uno dei tuoi familiari muore, ma quando un’intera famiglia viene spazzata via nel giro di alcuni giorni o settimane…. Una catastrofe è quando di mattina vai all’ospedale per vedere un dottore e riesci a parlarci soltanto la notte del giorno dopo.. Una catastrofe è quando rimani a casa in attesa che l’ospedale ti avverta che si è liberato un posto letto, e quando succede sei già morto.

18 febbraio

Gli ultracomunisti cinesi <la fazione più conservatrice del PCC, spesso critici nei confronti del capitalismo e dell’Occidente> hanno provocato danni irreparabili alla nazione e alla sua popolazione. Il loro unico obiettivo è quello di tornare ai vecchi tempi della Rivoluzione Culturale e invalidare le politiche dell’epoca delle riforme. Chiunque abbia un’opinione diversa dalla loro è considerato un nemico. Si comportano come un branco di criminali e attaccano tutti quelli che si rifiutano di collaborare. Invadono il mondo con il loro linguaggio pieno di odio e spesso ricorrono a metodi ancora più spregevoli. Com’è possibile che riescano a pubblicare post assurdi, che capovolgono la realtà senza che la censura intervenga e senza che nessuno metta un freno alle loro azioni?

24 febbraio

Oggi pomeriggio ho letto l’articolo di un giornalista di Caixin Media <un’agenzia di stato conosciuta per la sua libertà di pensiero> sulla situazione che stanno attraversando le case di riposo…. Circa dieci giorni fa avevo letto di una serie di decessi avvenuti in una struttura pubblica per anziani…. Ieri la casa di riposo ha telefonato ai parenti per informarli che i loro familiari dovevano essere messi in quarantena…I familiari degli anziani erano pieni di rabbia e preoccupazione mentre aspettavano che la casa di riposo rispondesse alle loro domande… Il grado di civiltà di un Paese non si misura dall’altezza dei suoi grattacieli o dalla velocità delle sue macchine, né importa quanto siano evolute le sue armi o quanto sia potente il suo esercito, né tanto meno quanto sia avanzata la sua tecnologia o quali successi abbia ottenuto in campo artistico e non dipende nemmeno da quanto sono sfarzose le riunioni di governo ….. C’E’ UN SOLO MODO PER MISURARLO, ED E’ COME VENGONO TRATTATI I PIU’ DEBOLI E VULNERABILI DELLA SOCIETA’

27 febbraio

Dalla comparsa dei primi casi di Coronavirus a Wuhan al momento in cui è stata imposta la quarantena c’è stato un ritardo di oltre venti giorni: questo è un fatto indiscutibile. Qual è il motivo principale di questo ritardo? Chi ha la responsabilità di aver concesso al coronavirus tempo e spazio per propagarsi, costringendo la nostra città a un lockdown senza precedenti?... Dobbiamo andare in fondo a questa vicenda. A Wuhan sono venute tre squadre di esperti e noi dobbiamo sapere da chi erano composte, chi le guidava, quali ospedali e reparti hanno visitato, a quante riunioni hanno partecipato, con quali medici hanno discusso, quali informazioni hanno ottenuto da loro, a quali conclusioni sono giunte, chi prendeva le decisioni tra gli esperti. Considerata l’entità della catastrofe licenziare un paio di funzionari non può essere sufficiente. La popolazione di Wuhan pretenderà una dichiarazione di colpevolezza da parte di tutti coloro che hanno contribuito a diffondere queste menzogne e che hanno portato avanti le conseguenti politiche disastrose.

29 febbraio

Dichiarazione del direttore dell’ospedale Zhongman dell’università di Wuhan. Il virus si è diffuso molto velocemente. Il 10 gennaio i nostri 16 letti in terapia intensiva erano già tutti occupati. Quando mi sono reso conto della gravità della situazione, mi sono subito rivolto all’amministrazione dicendo che dovevamo riferire quanto stava accadendo. Loro hanno trasmesso un report alla commissione municipale per la salute di Wuhan. Il 12 gennaio la commissione ha inviato all’ospedale Zhongnan un team di tre esperti. In seguito all’osservazione clinica dei pazienti gli esperti hanno ritenuto che il virus assomigliasse in qualche modo a quello della SARS, tuttavia hanno continuato ad attenersi ai parametri di diagnosi standard. Nei giorni successivi l’amministrazione del nostro ospedale ha continuato a rimanere in contatto con la Commissione per la salute, e so che anche altri ospedali l’hanno fatto…. Questo virus ha fatto a pezzi molte famiglie, ma in qualche modo sono i bambini a subire le conseguenze peggiori. Quanti bambini si sono ritrovati orfani nel corso dell’epidemia? Un amico mi ha detto che almeno una ventina di bambini ha perso entrambi i genitori a causa del coronavirus. Continuo a imbattermi on line nella registrazione audio di un bambino che piange e grida “Mamma non andare via! Ti voglio tanto bene mamma” Da madre ogni volta che sento quella voce mi corre un brivido di freddo lungo la schiena.

7 marzo

I dirigenti politici a Wuhan hanno chiesto ai cittadini di esprimere pubblicamente la loro gratitudine nei confronti del PCC e della nazione intera. Il loro modo di pensare è davvero strano. Il governo è il governo del popolo; esiste per servire il popolo. I funzionari di stato sono i servitori del popolo, non il contrario…. L’epidemia è ora sotto controllo e dovremmo essere grati per questo. Ma dovrebbe essere il governo a esprimere la sua gratitudine….. Il governo dovrebbe ringraziare tutti gli operatori sanitari e i 40000 angeli in camice bianco che sono venuti a Wuhan da ogni parte della Cina per salvare la vita delle persone; hanno lavorato in una condizione di estremo pericolo salvando un’anima dopo l’altra. Il governo dovrebbe ringraziare tutti coloro che hanno continuato a lavorare durante l’epidemia; sono loro che hanno permesso alla città di continuare a funzionare nel mezzo della crisi. E il governo dovrebbe ringraziare gli abitanti di Wuhan che seno rimasti chiusi a casa nonostante le difficoltà. Senza la loro collaborazione la diffusione di questo virus non sarebbe mai stata contenuta…. Il governo dovrebbe chiedere perdono al popolo. Un governo lucido che possiede una coscienza ed è capace di ascoltare i bisogni del popolo e di confortarlo, dovrebbe subito avviare un’indagine indipendente che metta insieme i vari dettagli legati all’epidemia per scoprire chi è il responsabile del ritardo con cui si è agito…

9  marzo

<Ho scoperto di una conferenza tenuta il 14 gennaio dalla divisione Prevenzione malattie della commissione nazionale per la salute> “Durante l’incontro è stato segnalato l’attuale livello di incertezza riguardo ai metodi da impiegare nel contenimento dell’epidemia…Va ancora individuata l’origine del nuovo coronavirus né è stato compreso il modo in cui si trasmette. Dobbiamo mantenere l’allerta alta per accertare se il virus abbia la capacità di trasmettersi da uomo a uomo. Da quando il ministro della salute thailandese ha confermato alcuni casi di contagio provenienti da Wuhan, le misure per contenere l’epidemia hanno subito modifiche considerevoli…”

10 marzo

<Risposa a una dlle domande rivolte a FF durante un’intervista>… Mi arrabbio perché trovo incomprensibile  quello che stanno facendo. Mi chiedo perché questa gente di estrema sinistra <che la critica ferocemente> si comporti in questo modo, non riesco a capire come possano nutrire dentro di sé tanto odio. Non conosco personalmente nessuna di queste persone, né ho mai avuto contatti con loro, eppure il loro odio nei miei confronti è molto profondo…

11 marzo

La censura di internet ha iniziato a suscitare la rabbia di molte persone. E’ come se ci trovassimo a gareggiare in una staffetta; non appena la censura elimina un post gli utenti lo pubblicano di nuovo. Si passano il testimone…. Trovo davvero difficile capire come funzioni la censura di internet. I miei post vengono eliminati di continuo, credo che siano i fanatici di sinistra a bombardare di lamentele le compagnie di internet, sostenendo che i miei post minano gli equilibri sociali, per cui la soluzione migliore è cancellare tutto. Capisco questo tipo di psicologia perché anch’io faccio lo stesso; ogni volta che qualcuno oltrepassa il limite nel commentare i miei post, allora lo blocco

11 marzo

<Ho ricevuto> un post inoltratomi da vari amici. Si intitolava “Cosa ne pensate delle accuse rivolte a Fang Fang da parte degli utenti di internet?” includeva un compendio di oltre duecento feroci attacchi nei miei confronti. Cosa posso dire? Sono persone marce fino al midollo, sembra che non gli sia rimasto un briciolo di onestà. Quantomeno avrebbero dovuto bilanciare quello scritto con delle voci a mio favore, no? Metà e metà non sarebbe stato male..

13 marzo

Si avvicina la festa di Qing Ming. Onorare i propri antenati, bruciare l’incenso per loro e pulire le loro tombe sono tradizioni che persistono da molto tempo nella nostra cultura.. la festa quest’anno rappresenterà un momento molto difficile. In poco più di due mesi ci sono stati migliaia di morti, un lutto che ha coinvolto decine di migliaia di persone tra amici e familiari…Questo vale soprattutto per le famiglie che hanno perso i loro cari nella prima metà di febbraio, di solito nei primi sette giorni dopo la morte di qualcuno vengono celebrati vari riti, invece per loro c’è stato solo caos e dolore…Sono molto preoccupata per le famiglie che hanno subito delle perdite. Temo che quando emergerà la realtà non saranno in gradi di gestire questo lungo periodo di restrizioni e molti rischieranno il crollo nervoso. Solo a pensarci trattengo a fatica le lacrime

15 marzo

Penso che dovrei conservare i messaggi che invadono il mio account Weibo, come un punto d’osservazione, come una testimonianza vivente di quest’epoca. Ogni epoca preserva nella sua memoria cose belle e toccanti, oltre alle cose tristi e dolorose.ma ciò che più lascia il segno è la vergogna. E’ importante preservare anche gli atti vergognosi che caratterizzano la nostra epoca. Questa marea di insulti e minacce costituirà una delle testimonianze più umilianti e vergognose della nostra era. Quando le persone in futuro torneranno a leggere questi commenti del 2020 capiranno che, mentre un virus si diffondeva a Wuhan, un altro virus stava infettando il linguaggio utilizzato da altri utenti della rete e si stava espandendo sul mio account Weibo….il virus che ha infettato il mio account ha rivelato la vera vergogna di quest’epoca.

17 marzo

Oggi si è registrato un solo nuovo caso di contagio…. Attualmente sono 3000 le vittime da coronavirus registrate nella provincia dell’Hubei; è un numero devastante. Ora che l’epidemia è stata contenuta, temo che il compito più importante sarà fornire conforto alle famiglie dei defunti. Se si considera l’evoluzione generale della situazione, dal momento in cui il governo <centrale> è intervenuto per salvare l’Hubei e ha iniziato a mettere in campo una serie di misure per arginare il virus, risulta chiaro che i metodi utilizzati sono stati efficaci.

18 marzo

Oggi pomeriggio ho chiacchierato a lungo con un mio amico medico, che è stato impegnato in prima linea nella battaglia contro il coronavirus. Non ci siamo trovati d’accordo su alcuni punti. Ad esempio il mio amico ritiene che se iniziamo a dare la caccia ai colpevoli in questo momento, nessuno farà niente se d’un tratto la leadership scompare…. <A mio parere>  Ora che siamo giunti alla fine di questa epidemia è il momento di saldare i conti; dobbiamo farlo adesso mentre gli eventi sono ancora chiari nella nostra mente. Individuare i colpevoli è necessario, in quale altro modo potremmo affrontare le migliaia di morti e il numero indefinito di cittadini che hanno sofferto? Come ho già detto altre volte, questa epidemia è il risultato di molteplici fattori e cause, ma ognuno di questi fattori ha finito per concentrarsi in un unico punto. E ora nessuno vuole assumersene la colpa… Quelli che hanno avuto un ruolo in tutto questo, devono caricarsi del loro fardello.

19/20 marzo

Un amico mi ha appena inoltrato un articolo pubblicato sul sito Investigative Web intitolato “Un diario di Wuhan pieno di cattive intenzioni” scritto da Qi Jianhua. <rispondo> signor Qi, lei può anche insultarmi se vuole, ma il suo articolo non fa che diffondere informazioni false e menzogne nel tentativo di ritrarmi in modo che non corrisponde alla realtà. Le suggerisco di cancellare il suo post e di scusarsi pubblicamente. Se non cancella il post e non si scusa, dovrò adire a vie legali per risolvere la questione…. La Cina è un Paese fondato sulla legge. Posso tollerare i vostri attacchi e i vostri insulti…. Ma se mi diffamate, inventate voci e cercate di infangare il mio nome, allora state violando la legge… rimettete le cose a posto altrimenti ci vediamo in tribunale

Oggi pomeriggio <20> ho ricevuto vari messaggi di persone che mi avvertivano che l’articolo di QJ era stato rimosso. Tuttavia alcuni fanatici di sinistra di Shanghai non sembrano aver preso bene la notizia e hanno cominciato a sbraitare e a gridare che FF non ha il coraggio di intentare un'azione legale… Allora ripristinate l’articolo e vediamo cosa succede.

 22 marzo

Oggi un mio amico medico mi ha inoltrato una notizia .Cinquecento medici cinesi e americani hanno formato una squadra che comprende vari specialisti di ambiti diversi. Sono tutti medici impegnati in prima linea. Intendono affrontare le questioni che meritano maggiore attenzione. Il progetto è coordinato dal Massachusetts general hospital, che è connesso Alla Harvard University. E’ la notizia migliore di oggi. Questo virus è un nemico comune della specie umana; non abbiamo altra scelta se non quella di rimanere uniti in un momento tanto difficile

24 marzo

E’ la mia annotazione numero 60; potremmo chiamarla l’ultimo capitolo. La cosa interessante è che i politici della Cina e dell’America si stiano accusando reciprocamente; nel frattempo i medici cinesi e americani hanno unito le forze per individuare il modo migliore per salvare la vita dei pazienti… Nessuno di loro sembra essere politicamente prevenuto; non entra in gioco alcun senso di identità nazionale durante le loro discussioni; condividono semplicemente le esperienze e le informazioni che hanno sul coronavirus….

 

<chiusura del diario >“Ho combattuto la buona battaglia, Ho terminato la corsa, Ho conservato la fede <Da San Paolo>