23. set, 2016

Un matrimonio in Vietnam

Un matrimonio in Vietnam

 

I ragazzi di oggi in Vietnam non sono molto diversi, nelle loro abitudini e nel loro modo di vivere, dai giovani di oggi in Italia, da quelli che potrebbero essere i nostri figli. Mi riferisco ovviamente alle grandi città come ad esempio Hanoi o Ho Chi Minh City (HCMC, la vecchia Saigon). In campagna o nei piccoli centri ovviamente le cose vanno in maniera un po' diversa, come del resto anche da noi. Anche lì regna il "sogno americano" che è più o meno il mito di tutti i giovani (salvo poi disillusioni quando ne sperimentano gli aspetti negativi).

Anche loro si innamorano, si lasciano, si innamorano di nuovo ed hanno le loro esperienze in maniera molto libera. Ovviamente non era così fino a non molti anni fa ma il mondo cambia ovunque.

I giovani di cui vi parlerò oggi mi sono familiari; conosco lui, Hoang, da quando aveva circa due anni e lei, Ly, da quando è diventata la sua ragazza, qualche anno fa.

Hoang, circa un anno fa, si è laureato in architettura ed ha vinto una borsa di studio in Giappone. Ly, laureata in giapponese, si è trovata un lavoro in Giappone e lo ha seguito sei mesi dopo. Ovviamente, anche se non ufficialmente, hanno diviso l'appartamento ed hanno iniziato quindi la loro vita di coppia.

Tutto come in Italia quindi? Quasi, perché il matrimonio, quello formale, ha continuato a seguire le cerimonie di un secolo fa, o forse più. Probabilmente l'unica vera differenza rispetto a quei tempi è che il matrimonio non  è combinato dalle famiglie ma i due ragazzi si sono  scelti liberamente da soli.

Io ero l'unico straniero fra seicento invitati ed è proprio questo matrimonio che vi voglio raccontare. Allegherò qualche foto per darvi un'idea per quanto possibile dell'ambiente. Un avviso operativo: siccome le foto sono molte, arrivati in fondo dovrete premere il pulsante "più vecchi" per aprirne un altro gruppo. 

Premetto che la famiglia di Hoang, essenzialmente la madre, Phuong, che conosco da quasi trent’anni ed è figlia di un ministro importante di Ho Chi Minh (uno dei pochi ancora viventi), fa parte dell'alta borghesia del Paese, almeno per storia se non per censo vista la pletora di nuovi ricchi che pullula specialmente ad HCMC.

Una settimana prima della data fissata per il matrimonio, il padre e la madre di Hoang, accompagnati dal figlio e da un certo numero di parenti, sono andati  a casa dei genitori di Ly per chiederla in moglie a nome di Hoang. Gli uomini vestono all'occidentale mentre per le donne si impone il classico "Ao Dai". Di base esso è costituito da un paio di pantaloni stretti, di seta a tinta unita. Il Top copre quasi tutto il corpo, con manica lunga ed una profonda apertura su entrambi i lati. l'Ao Dai è scomparso ormai nella vita di tutti i giorni, anche se per esempio esso è indossato dalle studentesse dell'ultima classe del Liceo. L’uniforme delle assistenti di volo della Vietnam Air (la compagnia di bandiera) è un Ao Dai, usato come simbolo della cultura tradizionale Vietnamita etc.

Un normale Ao Dai è molto semplice, anche se il taglio richiede una certa cura, e costa abbastanza poco. In casi come quello a cui mi riferisco arriva molto spesso però a costi vertiginosi perché è fatto di tessuti preziosi, riccamente ricamati a mano. La ragazza molto spesso, come in questo caso, ha abbandonato l'Ao Dai, ma non il colore rosso del vestito, simbolo dei grandi eventi gioiosi.

Torniamo a noi. I genitori dello sposo si presentano a casa della sposa e portano dei doni per lo più simbolici ed augurali. Seguono un banchetto e abbondanti libagioni.

La settimana dopo è il giorno del matrimonio.Anche qui, per capire quanto vi dirò, è necessario fare alcune premesse.

Innanzi tutto la sposa con il matrimonio viene cooptata nella famiglia dello sposo di cui va a far parte anche logisticamente. Infatti, salvo rarissime eccezioni, la coppia va a vivere a casa della famiglia dello sposo. Anche i miei due amici, che dopo qualche giorno di permanenza ad Hanoi, sono tornati in Giappone e resteranno lì un paio d'anni, il giorno delle nozze si sono trasferiti a casa di Hoang. C'è da dire che in tutta la cultura di derivazione cinese il marito e la sua famiglia hanno un ruolo molto importante per quanto riguarda gli aspetti "familiari" e l'educazione dei figli, non per il lavoro che è cosa tutta diversa. In caso di divorzio, infatti, salvo rarissimi casi i figli restano al marito e alla sua famiglia, esattamente l'opposto di quanto avviene in Italia. 

Il secondo aspetto interessante è che sia la cerimonia religiosa, al tempio, che la registrazione vera e propria del matrimonio, in comune, sono eventi assolutamente privati che avvengono separatamente e nulla hanno a che fare con questa serie di cerimonie che costituiscono il vero matrimonio. 

Dicevo dunque: la mattina delle nozze verso le 7.00 - 7.30, Phuong, accompagnata da un'altra donna di famiglia (in questo caso la sorella) va a casa della sposa e chiede alla consuocera l'autorizzazione a far trasferire la figlia a casa propria. Anche qui qualche regalo simbolico e poi ritorna rapidamente a casa propria, dove si nasconde per un po' nelle sue stanze E' un evento molto importante ma molto breve. Secondo la tradizione questo è il momento in cui la ragazza si prepara a dire addio alla sua famiglia ed è preceduto da colloqui privati fra madre e figlia. La ragazza riceve un regalo, normalmente d’oro, dalla madre.

Nel frattempo a casa dello sposo si radunano i parenti e gli amici più intimi di Hoang (che è andato a prendere Ly), in attesa della coppia. Questa finalmente arriva, verso le nove, seguita da un codazzo di persone: amici, vicini di casa che li aspettano per strada, etc. La tradizione vorrebbe in questo caso un Ao Dai anche per la sposa, ma la moda occidentale ha preso decisamente piede e le vetrine di Hanoi e Saigon sono piene di vestiti da sposa come quelli che si possono vedere a Roma o Milano. La cosa è tanto più anomala e sintomatica perché in quella parte del mondo il bianco è il colore del lutto. 

Eccoli, sono finalmente  arrivati! Il nonno paterno dello sposo, oppure lo zio paterno più anziano, presenta ai parenti il nuovo membro della famiglia (Ly) e parla un po' della storia dei due ragazzi. Phuong, assente fino a questo momento, entra finalmente in sala e accoglie la ragazza nella sua nuova casa. Le da il benvenuto, un regalo questa volta importante e normalmente d'oro, seguito, come segno di vero affetto (e opzionale) da qualche gioiello di famiglia. 

A questo punto la nuova famiglia e qualcuno dei presenti, accompagnano gli  sposi a vedere la loro stanza, addobbata a festa. E' un momento emozionante, anche per una coppia che già viveva assieme in Giappone. Chi ha avuto modo di conoscere la realtà del Vietnam sa che il distacco della sposa dalla sua famiglia d'origine è reale, e che da questo momento Ly dovrà tenere conto che si assume una notevole quantità di doveri e di impegni verso la sua nuova famiglia. 

Finalmente si va al ricevimento ad aspettare gli sposi.Una grande sala, addobbata di fiori e piena dei classici tavoli da pranzo rotondi da 8-10 persone. Al centro, una passerella illuminata da centinaia di piccole candele conduce a un palcoscenico dove avverrà la cerimonia. Dietro, su uno schermo enorme, scorrono fotografie della coppia che sfumano delicatamente una nell'altra. Una musica di sottofondo allieta l'atmosfera. Davanti all'ingresso due grandi scatoloni, simili alle nostre urne elettorali con i nomi rispettivamente di Hoang  e di Ly: ognuno degli invitati  vi deposita dentro una busta rossa, anche questa tradizionale, con degli ideogrammi augurali. All'interno il regalo: soldi, possibilmente in biglietti nuovi ed assolutamente non sgualciti. 

Arrivano gli sposi e cominciano le fotografie con i parenti, gli amici più stretti, e ovviamente anche da soli. Alla fine entrano nella sala, percorrono la passerella e vanno in palcoscenico assieme ai genitori. Una bimba (la nipotina di Phuong, figlia della figlia) porta gli anelli nuziali che gli sposi si scambiano e poi l'immancabile bacio. Sono marito e moglie. 

Ci si siede a tavola per il pranzo nuziale, ma anche qui una sorpresa. Dov'è il tavolo degli sposi? E quello dei genitori? Non c’è! Il loro compito è ora di salutare, tavolo dopo tavolo, tutti gli ospiti e brindare con loro. E' inutile perfino prevedere un tavolo per loro: non avrebbero tempo di sedersi neanche un attimo. Pranzeranno a casa, finita la cerimonia nuziale, dove una buona  parte degli invitati  si trasferiranno per continuare i festeggiamenti "privati" fino a tarda sera. 

Chiudo questa nota nella stessa maniera in cui la ho aperta: i giovani in Vietnam pensano e si comportano come i nostri figli, ma questo rispetto di tradizioni antiche, sincero e non imposto, mi fa tenerezza e mi ricorda il tempo della mia giovinezza in cui si svolgevano cerimonie  non molto diverse ed in cui il matrimonio coinvolgeva le due famiglie di origine che non erano semplici spettatori.