Il lantern festival

8. mar, 2018

Il Lantern Festival

 

L’anno scorso vi ho parlato dello Spring festival, il capodanno lunare che si celebra in Cina ed in quasi tutta l’Asia con una grande riunificazione delle famiglie ed il ritorno di tutti i componenti nelle città di origine del “clan”.  Quest’anno per esempio si sono verificati tre miliardi di spostamenti, di cui circa 2,5 miliardi su strada, 400 milioni per treno, 70 milioni via aereo, ed infine circa 50 milioni per via marittima o fluviale. Rispetto all’anno precedente si è visto che il numero totale è rimasto invariato mentre i viaggiatori che hanno scelto la strada si sono fortemente ridotti, memori dei giganteschi ingorghi dell’anno scorso. Sono di conseguenza aumentati coloro che hanno scelto il treno ed in parte anche l’aereo. A questo proposito vi allego (fig. 1- 7) alcune foto che indicano com’è cambiato negli anni il modo di viaggiare e dimostrano quanto la Cina stessa sia cambiata. Guardatele, sono molto interessanti. Questi numeri però danno una volta di più evidenza che quanto avviene in Cina è sempre su una scala per noi inimmaginabile. Pensate, l’Unione europea ha circa 509 milioni di abitanti, quindi è come se nell’arco di una settimana tutti gli abitanti dell’Europa unita si fossero spostati 6 volte. Nella storia del mondo fenomeni simili non si sono mai verificati al di fuori della Cina e presumibilmente mai si verificheranno. Una volta di più si evidenzia che, parlando della Cina, non possiamo mai utilizzare tout-court nessuno dei nostri parametri di valutazione o di giudizio. Bisogna inoltre fare un’altra valutazione: non conosco i dati europei ma in Italia ci sono stati 15,3 milioni di spostamenti, mentre sarebbero dovuti essere circa 125 milioni se ci fossimo mossi nello stesso rapporto dei cinesi! E questo ci porta a un’altra riflessione: la forza immensa dei legami familiari che ancora unisce la Cina. I Cinesi, anche i giovani, anche se costretti a vivere separati dai loro genitori e nonni, si sobbarcano a viaggi lunghissimi (vista l’immensità del Paese) pur di trascorrere qualche giorno con i loro avi nell’occasione del nuovo anno e dimostrare i loro legami con le precedenti generazioni. In altre parole Mao cercò di sradicare dall’animo cinese tutte le “incrostazioni” derivanti dalla loro storia plurimillenaria, essenzialmente i principi cardine del confucianesimo, ma essi sono sopravvissuti e bene fa oggi Xi Jinping a spingere l’acceleratore sulla cultura e le tradizioni cinesi. Esse costituiscono “l’ imprinting” che si trasferisce da una generazione all’altra e ne crea l’identità. Solo in Europa, anzi in una piccola parte di essa, possiamo parlare di un’eredità culturale così profonda e dobbiamo esserne fieri, pur accettando l’esistenza ed il valore di altre culture millenarie, completamente diverse dalla nostra, ma che hanno la stessa dignità della nostra. Badate bene però, e chiudo l’argomento, che quando parlo di cultura e di tradizioni, mi riferisco non solo ai rapporti familiari ma a un insieme di cose fra cui anche il senso dello stato, delle istituzioni, e dei rapporti individuali e sociali che sono profondamente diversi dai nostri. Anche questo vuol dire accettazione (e non necessariamente condivisione) delle diversità. Ma quest’argomento farà parte di un’altra nota, molto complessa, che sto cercando a mia volta di approfondire per quanto possibile ed elaborare (fig 8 -10).

Passiamo all’argomento di oggi. Voglio parlarvi del Lantern festival che tradizionalmente chiude i festeggiamenti del capodanno. Premetto che nel 2008 questa festa è stata riconosciuta “ National Intangible Cultural Heritage” ma non è ufficialmente un giorno festivo dal punto di vista del lavoro. Ciò nonostante chi non ha impegni particolari ed ha “ferie disponibili” prolunga le sue vacanze fino a questa data.

L’origine dello Yuan-Xiao festival si perde nelle nebbie delle leggende sull’origine della Cina. Uno dei significati di Yuan è “primo” mentre Xiao significa “notte”, prima notte quindi e per questo il Lantern festival si celebra nella prima notte di luna piena del primo mese dell’anno, quest’anno il 2 marzo.

Da un punto di vista religioso essa nasce durante il regno dell’imperatore Wen della dinastia Han Occidentale (206 BC – 25 AD). A quel tempo il Buddismo già fioriva in Cina e l’imperatore venne a sapere che i monaci buddisti osservavano la”sarira” cioè le onoranze  ai resti della cremazione del corpo del Budda, ed accendevano lanterne per onorarne la memoria il 15th giorno del primo mese dell’anno lunare. Egli ordinò di accendere lanterne nel palazzo imperiale e nei templi come segno di rispetto. Le due celebrazioni quindi confluirono naturalmente una nell’altra. In seguito questa celebrazione divenne sempre più importante e diffusa nel popolo e si espanse dalla zona centrale fino a coprire tutta la Cina. Un’altra spiegazione è legata al Taoismo che celebra nella stessa data la nascita di Tianguan, il dio del cielo.

Esistono molte altre leggende legate a questa festa e ve ne racconterò brevemente tre. Una secondo me si rifà alle paure tipiche delle religioni di tutto il mondo. Taiyi, il dio del Paradiso aveva il controllo del destino dell’umanità ed aveva il potere di infliggere ogni genere di punizioni: siccità, tempeste, carestie, pestilenze etc. Il primo imperatore della storia cinese ordinò splendide cerimonie ogni anno per ingraziarsi il dio ed implorare un clima favorevole e una buona salute. Niente di nuovo sotto il sole.

L’altra, più originale, parla di una bellissima gru che volò giù dal cielo su questa terra. Al suo arrivo fu cacciata e uccisa dalle prime persone che incontrò. L’imperatore celeste di giada si arrabbiò moltissimo perché quella gru era la sua preferita e decise di lanciare una tremenda tempesta di fuoco per distruggere la città colpevole del misfatto proprio nel quindicesimo giorno del primo mese lunare. La figlia dell’imperatore celeste, mossa a pietà, ne informò l’imperatore cinese e suggerì che ogni famiglia appendesse lanterne rosse all’esterno della propria casa e nelle strade, e si esplodessero “botti” e fuochi artificiali nel quattordicesimo, quindicesimo e sedicesimo giorno. Tutto ciò avrebbe dato all’imperatore celeste l’impressione che la città fosse in preda alle fiamme. Nel quindicesimo giorno le truppe mandate dal cielo per distruggere la città videro che essa era già in fiamme e ne fecero rapporto all’imperatore di giada. Soddisfatto, egli rinunziò a ogni altra azione e da quel momento si decise di ripetere ogni anno la celebrazione.

Infine la terza è per me la più poetica e legata alla cultura cinese. Durante la dinastia Han “Mr. Eastern” era il principale consigliere dell’imperatore. Un giorno d’inverno egli passeggiava nei giardini imperiali e vide una giovinetta che piangeva e stava per suicidarsi buttandosi in un pozzo. Si fermò e le chiese il perché di tanta disperazione. Essa disse di chiamarsi Yuan Xiao e di essere un’ancella del palazzo imperiale. Dal momento della sua assunzione non aveva più visto i genitori e avrebbe preferito morire piuttosto di non poter dimostrare il suo amore e la sua devozione filiale. Mr. Eastern promise che l’avrebbe aiutata a rivedere la sua famiglia. Uscì dal palazzo e si istallò in un banchetto di fortune-teller lungo la strada principale. Egli era molto noto per cui una folla di gente cominciò a chiedergli la predizione del proprio futuro e ad ognuno fu predetta una tremenda calamità il quindicesimo giorno del primo mese lunare. La notizia si sparse rapidamente, tutti ne furono terrorizzati e chiesero a Mr. Eastern cosa fare. Egli ci pensò un po’ e poi disse: il tredicesimo giorno del primo mese il dio del Fuoco invierà una Fata vestita di rosso su un cavallo nero per bruciare la città. Quando il popolo la vedrà, dovrà chiedere pietà. Poi disse a Yuan-Xiao che in quel giorno si sarebbe dovuta travestire e presentarsi su un cavallo nero. Il popolo quando la vide chiese pietà e soccorso e Yuan-Xiao consegnò loro una copia del decreto del dio del Fuoco da portare all’imperatore. Quando fu andata via, la popolazione si precipitò al Palazzo e mostrò all’imperatore il decreto che ordinava l’incendio della città il quindicesimo giorno. Quest’ultimo chiese consiglio a Mr. Eastern che spiegò “ al dio del Fuoco piace mangiare tangyuan” (vedi di seguito).  L’imperatore ordinò subito che, secondo il consiglio ricevuto, Yuan Xiao cuocesse tangyuan nel quindicesimo giorno e che lo stesso fosse fatto in ogni casa con la famiglia al completo riunita per onorare il dio. Inoltre in ogni casa si sarebbero dovute accendere ed appendere lanterne rosse ed esplodere fuochi d’artificio. Infine ognuno nel palazzo e fuori sarebbe dovuto uscire nelle strade portando con sé le lanterne. In questo modo il dio del Fuoco si sarebbe placato e avrebbe rinunziato al disastro. La famiglia di Yuan-Xiao andò al palazzo e si riunì alla figlia. Inoltre, poiché Yuan-Xiao aveva preparato il tangyuan più delizioso, quella festa, da ripetersi ogni anno, si sarebbe chiamata Yuan-Xiao festival.

 

 

Cosa succede durante il lantern festival?

Parliamo anzitutto del cibo. Come ho già detto la famiglia si riunisce per banchettare insieme ed il più tipico dei piatti è appunto chiamato Yuan-Xiao o Tangyuan. Si tratta di pallottole di farina di riso glutinoso riempiti di vari ingredienti di solito dolci che possono essere, zucchero, pasta di giuggiole, pasta di fagioli rossi, burro di arachidi, etc. Tangyuan e Yuan-Xiao sono molto simili e l’unica differenza, se tale si può dire è che il ripieno dei primi è più cremoso e che sono più diffusi nel sud, mentre gli altri hanno un ripieno più consistente e sono più diffusi nel nord (fig 11). Oggi essi si possono trovare in pratica tutto l’anno e sono veramente squisiti. Bisogna anche dire che yuan in questo caso si riferisce alla forma sferica del dolce, ma essa simboleggia anche l’dea della completezza e di conseguenza la riunione familiare che avviene in questo giorno.

Durante il giorno della festa, la gente sta nelle strade a guardare e partecipare a vari spettacoli come la danza della lanterna del dragone, la danza del leone e altri tipi di danze, varie performances di persone sui trampoli, ed un perenne rullo di tamburi che accompagna le danze in strada. La sera si trovano, oltre alle tradizionali lanterne rosse, delle magnifiche lanterne nelle fogge e nei colori più vari. Inoltre ovunque ci si giri si vedono fuochi d’artificio e i tradizionali “botti”. Mi è capitato qualche volta di assistere a questa festa e di muovermi a fatica nelle strade, in mezzo ad una folla immensa che si diverte (fig 12 – 19).

Un altro aspetto simpatico è costituito dagli indovinelli. Il proprietario della lanterna scrive un indovinello su una striscia di carta appesa alla lanterna stessa. I passanti (o gli ospiti se si è a casa) li leggono e, se hanno la soluzione, la riferiscono al proprietario. In caso di successo ricevono un piccolo regalo e tutti brindano (fig 20 e 21).

Che altro dire? Questa festa è una delle date il cui si celebra il “Chinese Valentine day”, il nostro San Valentino. Devo premettervi che al giorno d’oggi anche il nostro 14 febbraio è giorno di festeggiamenti in Cina ma le date tradizionali sono due: la prima è proprio questa perché nei tempi passati, quando le ragazze non avevano il permesso di uscire da sole ed incontrare i coetanei maschi, questa era una delle pochissime occasioni che avevano per mescolarsi alla folla e farsi notare costruendo una bella lanterna. Inoltre i sensali di matrimonio si mettevano all’opera per far incontrare i giovani secondo gli accordi fra le famiglie. L’altro Valentine day è il cosiddetto “double seven day” cioè il settimo giorno del settimo mese lunare (quest’anno il 17 agosto), noto anche come Quxi festival o Young girls’ festival. Anche questa ricorrenza è legata a una leggenda romantica di cui vi parlerò un’altra volta. Vi invito anche a vedere molte altre fotografie (fig 22 - 27) che ho allegato a questa nota.

Chiudo dicendovi che le festività legate all’inizio del capodanno lunare si celebrano ormai in tutto il mondo. In Italia si è festeggiato a Piazza del Popolo a Roma (fig 28 e 29), e a Londra addirittura quest’anno Theresa May  ha celebrato questa festività con un ricevimento a Downing street.

8. mar, 2018

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